Inchiesta sanità, la Asl chiede un milione a Tedesco

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LECCE – Ammonta a un milione di euro la richiesta di risarcimento danni che ciascuna Asl di Lecce e di Taranto ha presentato all’ex Assessore alla Sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco, all’ex Direttore generale della Asl di Lecce, Guido Scoditti e agli altri  imputati coinvolti in uno dei più grandi scandali della sanità pugliese.

Il conto salatissimo, è stato reso noto in mattinata in sede di udienza preliminare a Bari.

Ad essersi costituite come parte civile le Asl di Lecce, Taranto, Bari e la Regione Puglia, quest’ultima senza ancora aver quantificato il danno. Non si sono presentati, invece, la Asl Bat e gli istituti di ricerca ‘Giovanni Paolo II’ e ‘Saverio De Bellis’.

Ogni azienda sanitaria ha presentato richiesta di risarcimento nei confronti dei propri funzionari. A Lecce, oltre ai vertici Tedesco-Scoditti, c’è anche l’ex Direttore amministrativo Vincenzo Valente. L’accusa a vario titolo, per tutti i 32 imputati, è di associazione a delinquere turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio e concorso in falso.

Nella seconda udienza preliminare, fissata per venerdì, si discuterà sull’ammissibilità delle richieste di costituzione di parte civile, capitolo che rende ancora più scottante quello già rovente sull’inchiesta riguardante il ‘sistema Tedesco’, il presunto intreccio tra nomine, favori e appalti, tra  politica e affari.

La mattina del 25 febbraio 2011, il blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bari portò all’arresto di 5 persone, in base al  provvedimento emesso dal Gip  Giuseppe De Benedictis, su richiesta dei  Pubblici Ministeri Desirè Di Geronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia firmarono.

Delle 24 richieste di arresto, in carcere ne venne eseguita solo una, quella di Mario Malcangi, braccio destro di Tedesco. Ai domiciliari rimasero il Direttore generale dell’Asl di Lecce Guido Scoditti, il poliziotto della scorta del Presidente Vendola, Paolo Albanese, e gli imprenditori Giovanni Garofoli e Diego Rana. Per l’ex Assessore-Senatore, invece, la mancanza dell’autorizzazione a procedere da parte del Senato ha impedito l’arresto.

Le accuse mosse  a carico di Scoditti sono relative all’acquisto senza gara pubblica di un macchinario per il laboratorio di analisi cliniche di Martano, oltre all’abuso di ufficio che sarebbe stato esercitato nei confronti dell’ex Direttore sanitario Franco Sanapo, che sarebbe stato  rimosso per nominare al suo posto Umberto Caracciolo senza valutarne le sue qualità professionali.