Fotovoltaico, sequestro da 11 milioni ai Degennaro

gerardo degennaro

BRINDISI – Nuovi guai per la famiglia dell’ex Consigliere regionale del Pd Gerardo Degennaro, coinvolta 7 mesi fa nell’operazione delle Fiamme gialle che ha portato al sequestro di 19 impianti fotovoltaici nel brindisino, l’equivalente di 160 campi da calcio.

Non c’era solo l’abusivismo quei parchi solari realizzati dalle società baresi del ‘Gruppo Energia’ tra Brindisi e San Pietro Vernotico, ma secondo quanto stabilito dalla Procura e dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, anche la percezione indebita di finanziamenti pubblici.

Incentivi per il fotovoltaico ottenuti sotto forma di contributi: 182 milioni di euro, il valore di quelli maturati, 11 milioni quelli già percepiti dal ‘Gestire dei Servizi Energetici’ nazionale.

La seconda fase dell’‘operazione Helios’ ha portato, su richiesta del Procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, al sequestro preventivo per equivalente di liquidità e di 3 impianti fotovoltaici riconducibili alle 6 società coinvolte e all’iscrizione sul registro degli indagati di 2 persone: il 51 enne Daniele Giulio Degennaro, fratello del Consigliere, nonchè Amministratore protempore del gruppo e il tecnico incaricato di stilare le relazioni da consegnare al Gse, un 52enne tarantino, residente a Bari.

Le accuse formulate dalla Procura di Brindisi sono: indebita percezione di finanziamenti pubblici ai danni dello Stato, falsità in certificazione e falso in atto pubblico. Gli indagati, pur di ottenere in fretta i contributi, avrebbero attestato al gestore tramite documenti falsi, di aver rispettato vincoli paesaggistici e urbanistici per la realizzazione degli impianti, già sequestrati lo scorso 17 aprile per lottizzazione abusiva.

Tra il 2009 e il 2010, le società avrebbero, infatti, aggirato la legge avvalendosi della procedura semplicata della Dia, allora valida per gli impianti di potenza inferiore a un megawatt. Un modo per accelerare i tempi e riuscire a ricoprire di silicio le campagne brindisine entro il 31 dicembre 2010, termine di scadenza del 2° conto energia che ha poi consentito al gruppo di ottenere una cospicua somma di contributi.

Nell’operazione di 5 mesi fa, tra i 13 indagati, c’era anche il Consigliere Gerardo Degennaro, protagonista insieme al fratello Daniele dello scandalo che ha coinvolto lo scorso marzo dirigenti del Comune di Bari e della Regione Puglia. L’indagine portò all’arresto di 7 persone tra cui gli imprenditori Degennaro, come proprietari della Dec società di spicco nel settore edile.

La Procura di Bari ipotizzò allora che le maggiori opere pubbliche di Bari realizzate dai Degennaro, tra cui i parcheggi interrati del capoluogo, fossero caratterizzate da pressioni politiche e dalla corruzione di funzionari pubblici. Lo scandalo portò il Consigliere,  politicamente vicino al Sindaco Michele Emiliano, ad autosospendersi dal partito.

di Maria Pia Mazzotta