Schianto ferroviario, oggi il saluto all’eroe e la verità delle scatole nere

giuseppe campanella

BRINDISI –  Prima l’interrogatorio al camionista, quindi l’ultimo saluto all’eroe di Acquaviva delle Fonti. A 48 ore dal tragico incidente ferroviario di Cisternino, le indagini sulla dinamica arrivano alal prima vera svolta.

L’autotrasportatore ungherese Ionut Cocioba, alla guida del camion rimasto incastrato sui binari del passaggio a livello di Cisternino, sarà interrogato nelle prossime ore dal Giudice per le indagini preliminari.

Quindi, si saprà se l’arresto sarà confermato oppure no. Al vaglio del Pm Pierpaolo Montinaro, la ‘verità’ racchiusa nelle 3  scatole nere del Freccia Argento, il contenuto è ora al setaccio degli uomini della Polfer di Bari.

La memoria contenuta negli apparecchi sarà, quindi, comparata con la versione fornita dal 26enne ungherese. Una versione che, sin dal primo minuto, non ha però convinto gli inquirenti. Secondo Cocioba, l’attraversamento delle rotaie  sarebbe giustificato dalla mancata messa in funzione del sistema d’allarme del passaggio a livello. Eppure, secondo le simulazioni effettuate su disposizione della Procura di Brindisi, è stato appunto accertato che la spia rossa e il segnale acustico che precede l’abbassamento delle sbarre sono regolarmente entrate in funzione i previsti, e in questo caso tragici, 27 secondi.

Insomma, secondo gli inquirenti, l’autista in forza all’azienda rumena ‘Tran Mad Euro’ avrebbe, in maniera avventata, tentato di superare le sbarre prima che le stesse si abbassassero. Un tentativo maldestro, che ha causato quindi la morte dell’‘eroe’ Giuseppe Campanella. Così è stato definito il macchinista defunto dal Dirigente della Polizia Ferroviaria Giovanni Aliquò che, sulla base della prima ricostruzione della dinamica, non ha esitato a rendere omaggio a chi avrebbe evitato di trasformare la tragedia in una strage.

I rilievi effettuati dalla Polfer, infatti, evidenziano come Campanella, pur sapendo di mettere a repentaglio la sua vita, avrebbe attivato tutte le procedure di frenata necessarie per attutire la violenza dell’impatto con il mezzo pesante. Una decisione presa, calcoli alla mano, in circa 2  secondi utilizzati non per mettersi in salvo, ma per rallentare la velocità del treno. Senza il ‘sacrificio’dell’eroe di Acquaviva, insomma, il bilancio sarebbe potuto diventare ben più drammatico.

Un eroe moderno e silenzioso, Campanella, ora salutata per l’ultima volta nella Chiesa di San Benedetto di Acquaviva delle Fonti, dalla famiglia, dai parenti, dagli amici e da chiunque voglia piangere la morte dell’uomo capace, in pochi decimi di secondo, di salvare la vita di 220 passeggeri.