Rifiuti: Prefettura e Regione strigliano i Comuni

prefetto perrotta

LECCE – “Abbiamo finora recitato un copione, ma la situazione rimane la stessa, il gioco del tutti contro tutti e di mezzo ci vanno solo i cittadini”. Il Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, striglia così i Sindaci convocati per cercare di uscire dal pantano dei debiti legati al ciclo dei rifiuti.

Dopo l’ennesima e ciclica emergenza, dovuta alla contestuale serrata degli impianti di smaltimento e allo sciopero dei lavoratori non pagati da 2 mesi, ora è tempo di ripianare. È per questo che ad ogni Comune è stato chiesto un ‘Piano di rientro’, che in prospettiva possa rateizzare il pagamento delle quote arretrate.  Ma i debiti sono tanti, continuano ad essere troppi e i 600mila euro versati negli ultimi giorni alla ‘Cogeam’ sono serviti soltanto a ridare un minimo di ossigeno, di certo a risollevare di nuovo il polverone.

“Le soluzioni me le aspetto da voi”, ha ribadito ai Sindaci, lAssessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro. I conti sono tutti lì. Ammontano a 14 milioni di euro, i crediti che le società che gestiscono gli impianti e la raccolta vantano nei confronti dell’Ato Le2. A questi si aggiungono i 12 milioni di euro che la società ‘Ambiente e Sviluppo’ vanta solo nei confronti dell’AtoLe1. In totale, solo il gruppo ‘Cogeam’ vanta crediti per 9.162.000 euro, a cui si somma 1.663.000 euro in scadenza il prossimo 30 settembre.

“Questo circolo vizioso – ha confermato l’imprenditore Antonio Albanese, braccio destro della Marcegaglia nel Salento – ci ha portato ad accumulare a nostra volta pendenze, perchè non riusciamo a pagare le società che ritirano il nostro cdr, il cui smaltimento ci costa 1.200.000euro al mese”.

All’interno della fotografia dei numeri, infatti, ci sono le posizioni più diverse. Da un lato i Comuni virtuosi, senza alcun debito, come Santa Cesarea Terme, Muro Leccese, Carmiano, Arnesano e Monteroni. Dall’altro i municipi sovraesposti, tra cui Lecce, che ha confermato un debito da 2.300.000 euro.

Finora, nessuna delle realtà interessate, però, ha approvato il ‘Piano di Riparto’ “e che le conseguenze ricadano anche su chi è in regola è inaccettabile”, ha tuonato il Prefetto.