Rapine a raffica, sale la tensione

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GUAGNANO (LE) –  Colpo in tabaccheria, a Guagnano. Ad agire, 4 individui col volto coperto da passamontagna. Una volta raggiunta la cassa, hanno minacciato i titolari costringendoli a consegnare loro il denaro. Una volta arraffate la banconote, si sono dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Prima di allontanarsi avrebbero anche scippato una delle clienti presenti nella rivendita. Un copione, questo, già visto nei giorni scorsi a Lecce, quando all’interno di una tabaccheria in Piazza Napoli, una donna presente all’interno dei locali, è stata derubata della borsa che aveva con sé.

I primi ad accorrere sul posto sono stati i carabinieri della locale stazione. Nel mirino dei banditi è finita la tabaccheria ‘Presta’, alla periferia del paese, sulla via che conduce a Lecce.

Non è escluso fossero armati, ma al momento non vi è, a riguardo, alcuna conferma. Confermata, invece, la fuga a bordo di un’utilitaria bianca attivamente ricercata dai militari che, subito dopo il colpo, hanno istituito diversi posti di blocco.

La stessa banda, pochi minuti dopo, avrebbe preso di mira un supermercato ad Erchie, nel brindisino. Tre dei complici, volto coperto e armati di fucile a pompa, avrebbero svaligiato le casse di un alimentari che sorge sulla via per Torre Santa Susanna. Ad attenderli fuori, a bordo della stessa auto, probabilmente una Panda, il quarto uomo.

Tutto sommato un’azione veloce e pulita, soprattutto se paragonata a quella messa a segno poche ore prima, a Maglie, sfociata nel sangue. Il presunto rapinatore dal grilletto facile, che aveva preso di mira la rivendita di Donato Bello, 36enne del posto, ferito ad una gamba da un colpo di pistola, è stato assicurato alla giustizia.

Antonio De Cagna, 36enne di Scorrano, è stato arrestato dai carabinieri dopo un’indagine-lampo.

Sarà colpa della crisi, o altro, fatto sta che episodi simili sono quasi all’ordine del giorno. Non da ultima la disavventura capitata ad un pensionato di Casalabate sorpreso da un malvivente, mentre era intento ad innaffiare il suo orto. Colpito alle spalle, sarebbe stato malmenato per una catenina, quella che aveva al collo, sottratta dopo una breve, ma intensa colluttazione.