Parcheggio sotterraneo e tunnel: il ristorante ‘trivella’ la costa

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S.MARIA DI LEUCA (LE) – Un parcheggio interrato meccanizzato, composto da due piani sottostrada e da un sottopassaggio di collegamento al ristorante. Nulla di male in un progetto del genere, se fosse realizzato in città o in qualche periferia senza valenze paesaggistiche.

Ma quando il progetto di un traforo a due piani per ospitare le auto riguarda la costa di Leuca, una delle più spettacolari del Salento, qualche dubbio viene.

E più di qualche dubbio è venuto, in effetti, sia al Comune di Castrignano del Capo che soprattutto alla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, che hanno bocciato sonoramente il progetto presentato dalla ‘Zio Tom snc’, la società che gestisce il ristorante omonimo, in località Ciardo, tra Leuca e San Gregorio, in una posizione spettacolare sul mare e con un parcheggio che oggi è a raso, per quanto anch’esso scavato in qualche modo nella roccia e addossato alla litoranea.

Per carità, la soluzione che non è certo il massimo della sicurezza per i frequentatori del ristorante. Ma il parere della Soprintendenza, alla base del diniego del Comune, faceva notare che il parcheggio sotterraneo era progettato a meno di 120 metri dalla costa a picco sul mare e per quanto riguarda il tunnel, proprio dentro la costa a picco, in un contesto naturale e paesaggistico troppo importante e delicato per un intervento così invasivo.

Ma la società ‘Zio Tom’, assistita dagli Avvocati Alberto Grimaldi e Francesco Lezzi, ha fatto ricorso al Tar, sostenendo in sostanza che quel territorio è già urbanizzato, costruito, cementificato. E quindi il parere paesaggistico non è richiesto.

Come dire: di cemento ce n’è già tanto, non sarà il nostro a fare la differenza. Una tesi che agli ambientalisti duri e puri farà accapponare la pelle, ma che è sembrata convincente alla Prima sezione del Tar di Lecce, presieduta da Antonio Cavallari, che si è pronunciato a favore dello ‘Zio Tom’.

Una pronuncia forse anche agevolata dal fatto che il Comune di Castrignano davanti ai Giudici Amministrativi non si è neanche presentato, non costituendosi in giudizio. E aprendo di fatto la strada, anzi il tunnel, allo sventramento della costa di Leuca.