Stipendi in via Capruzzi: una ‘tassa’ da 31 milioni di euro

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BARI – 31 milioni di euro all’anno. Ci si potrebbe fare di tutto con una cifra così e, invece, in Puglia servono solo per mantenere stipendi, diarie, benefit e via dicendo dei soli Consiglieri regionali. Lo scandalo laziale, non può che riaccendere un faro su ciò che da anni vi mostriamo.

Ovvero, quanto pesano sulle casse pubbliche gli eletti del ‘parlamentino’ pugliese.

Mentre i cittadini remano per rimanere a galla nel violento ‘tsunami’ della crisi, gli abitanti di via Capruzzi hanno ben altro a cui pensare tanto da, lo ricordiamo, non presentarsi nemmeno tutti in aula quando c’è bisogno di votare leggi per i cittadini. La media dei presenti è di 54 Consiglieri a seduta. Invece, vediamo quanto viene puntualmente – e senza sgarri –  elargito mensilmente e annualmente a tutti e 70 i Consiglieri.

Le indennità mensili costano 10 milioni di euro. Il chè significa: 4.971 euro per tutti.

A ciò vanno aggiunti 5 milioni di euro per diaria e rimborso spese per rapporto con gli elettori che si traduce così:

6.490 di diaria per il Presidente della giunta, 4.700 per il Presidente del Consiglio, 4476 per tutti gli altri. In più 3.133 di rimborso spese con gli elettori per il Governatore, 3.043 per il Presidente di Consiglio. 2.820 per il Vicepresidente della giunta, 2.417 per Assessori e i due Vicepresidenti del Consiglio; 2.014 per due Segretari dell’ufficio di Presidenza del Consiglio, 1.790 per i Consiglieri presidenti delle Commissioni, 984 per tutti gli altri, compreso gli assessori esterni che elettori non ne hanno.

Non è finita. Per arrivare sul luogo di lavoro, ovvero Bari, i Consiglieri sono gli unici lavoratori a percepire il rimborso per il trasporto: quasi 835mila euro.

Pedaggi autostradali, giornali e benefit 117 mila euro. Ivi compreso l’I pad assegnato ad inizio legislatura a tutti e 70 i Consiglieri.

 Il dato sarebbe sufficiente già così. Ma occorre aggiungere qualche particolare. Ai Consiglieri regionali che dovessero essere sottoposti a misure cautelari, come accaduto a Gerardo De Gennaro finito ai domiciliari per 4 mesi per presunti appalti truccati, sarà corrisposta la metà dell’indennità e il 70% della diaria.  Ad essere azzerato è solo  il rimborso spese per rapporto con gli elettori, almeno quello per ovvie ragioni.

Ogni fine legislatura, poi, viene corrisposto ad ognuno dei Consiglieri. Un trattamento di fine mandato per i 5 anni trascorsi in via Capruzzi, che si traduce con 2 milioni di euro l’anno.

Altra voce 12 milioni di euro per le pensioni degli ex, meglio noti come i vitalizi. Roba che alla Fornero ci fa un baffo visto che, prendendo un esempio su tutti, il Consigliere Cosimo Mele, finito agli onori delle cronache per storie di vita privata, è in beata pensione dalla tenera età di 55 anni. La Ministra alle prese con la riforma delle pensioni dei comuni mortali, sarà percorsa da un brivido.

 Il totale, di tutto ciò, lo ricordiamo, fa 31 milioni di euro. A carico dei cittadini pugliesi.

E, naturalmente, non finisce qui.

Commenti

  1. antonio scrive:

    mmara a nui

  2. Marco Castellano scrive:

    Che altro dire? A me sembra che non ci sia null’altro da aggiungere se non l’invito a tutti i cittadini ed elettori pugliesi ed italiani a non mettere nel cassetto notizie come questa. Credo che occorrerà ricordarsene quando si sarà chiamati al voto. Un astensione di massa è l’unico messaggio che la nostra classe politica sarebbe capace di comprendere. La strategia del voto “di protesta” ha già fallito da tempo e credo quindi che sia giunto il tempo di disertare il seggio elettorale con uno “sciopero del voto” protratto fino a quando non ci saranno segni tangibili di cambiamento della nostra classe dirigente.
    In bocca al lupo a tutti!!