Estorsioni alla ‘luce del sole’: gli interrogati negano

operazione 'Helios'

BRINDISI – “Ma quale mafia, ma quali estorsioni”. Le donne dei Buccarella, Vincenza Trenta e Antonia Caliandro respingono le accuse che le hanno portate in carcere nell’ambito dell’operazione ‘Helios’. Affiancate dagli Avvocati Valletta e Lanzalone negano ogni addebito davanti al Gip Alcide Maritati.

Il denaro onnipresente nelle intercettazioni, secondo la loro versione, è legato a un altro tipo di affari.

Niente a che vedere con le intimidazioni agli imprenditori del fotovoltaico. “Ho preso soldi da Cosimo Fai – spiega la Caliandro – moglie di Salvatore Buccarella, perchè gli ho venduto del formaggio prodotto in masseria, il pizzo non c’entra nulla”.

E negano pure gli altri arrestati sottoposti ad interrogatorio di garanzia nelle scorse ore: Cosimo Nigro,  Elia Pati e Gabriele Giannone che ha ammesso soltanto di aver rubato un trattore e di averlo restituito poco dopo. Scena muta invece per Angelo Buccarella, figlio del boss Salvatore, difeso dall’Avvocato Ladislao Massari, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Dopo questa prima tranche, riprende il giro di interrogatori.

C’è attesa per le dichiarazioni di Giovanni Buccarella, l’anziano del clan  ai domiciliari nella masseria di Tuturano per le precarie condizioni di salute. L’84enne sarà l’ultimo ad essere ascoltato dal Gip.