Vertice accorpamento: il Pdl diserta, dietrofront di 2 Comuni

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BRINDISI – Accorpamento Province. Chiarimento numero 1. A Brindisi, la faccenda, è diventata una battaglia di natura politica. Centrodestra contro centrosinistra. Chiarimento numero 2. L’accordo, per ora soltanto verbale, tra Brindisi e Taranto per la Provincia a due teste, ha cambiato le carte in tavola.

Sono queste, fondamentalmente, le due notizie emerse dal vertice con Sindaci e Consiglieri regionali convocato dal Presidente Ferrarese nel salone di rappresentanza della Provincia. Assenti, al gran completo, tutti i Sindaci o delegati, dei Comuni di centrodestra. Assenti tutti i Consiglieri regionali azzurri.

In platea, insieme ai giornalisti, il management del Laboratorio, con Consiglieri provinciali, Segretari, Ordinatori e persino qualche Vice. Una festa di partito? Non esattamente, perché gli spunti di discussione non sono mancati. In primis, quello del Consigliere regionale in quota SEL Matarrelli. “I Sindaci si facciano portavoce del sentimento dei cittadini”. E così, fondamentalmente, è stato. Perché il primo cittadino di San Donaci Domenico Serio, pur di centrosinistra, non ha cambiato idea e continua a premere per il ‘grande salto’ verso Lecce. ‘Terra di negramaro’, interessi agricoli ed economici, senso di appartenenza e storia. Elementi che, anche alla luce di un accordo con Taranto, non modificano i programmi.

Come dire, a decidere, saranno i cittadini e il Consiglio. A Oria, invece, decide il Sindaco Pomarico. Nei giorni scorsi, il primo cittadino aveva lanciato un sondaggio sulla sua bacheca Facebook. Gli oritani hanno risposto Lecce. Ma ora, alla luce dell’accordo con il capoluogo jonico, Pomarico ha cambiato opinione.

Segue Pomarico anche Ripa, Sindaco di San Pancrazio. Mentre, premono ancora per Lecce, ferma restando la discussione in Consiglio comunale,  San Pietro Vernotico e Torre Santa Susanna, ancora dubbiosi.

Situazione delineata? Neanche per sogno. Il centrodestra, al gran completo, ha snobbato il vertice. E a Ferrarese questo non è piaciuto.

Torchiarolo e Cellino, già con un piede a Lecce, non fanno testa. Francavilla, Fasano, Erchie, Ceglie Messapica e Carovigno punteranno, probabilmente, per la ‘grande fuga’. E così, più che dividere il Salento in 2 Province, la politica sembra pronta ad operare una scelta politica. Al centrodestra Lecce, al centrosinistra Brindisi-Taranto.

Ammesso che la fuga dei Comuni sia poi davvero possibile. Ammesso che la Provincia a 2 teste sia realmente fattibile. Ammesso che, soprattutto,  l’ipotesi Macroprovincia sia davvero tramontata.