Il paradosso edilizia: piu’ crisi, piu’ aziende

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LECCE – Nel comparto dell’edilizia in Provincia di Lecce sta accadendo quello che in biologia si chiamerebbe processo di gemmazione. Da un’azienda madre si scindono altre piccole realtà, di certo però meno forti. È questa la spiegazione dell’impennata del numero delle aziende artigiane nel settore edile, tanto che, stando ai dati del Registro Imprese della Camera di commercio di Lecce, ammontano a 7.754 su 10.806, il 71,8 per cento del totale. Un paradosso in tempo di crisi, e un paradosso anche preoccupante. «Sono dati, a prima vista, sorprendenti», commenta Luigi Marullo, presidente della categoria Costruzioni di Confartigianato Imprese Lecce. «Dimostrano, infatti, una certa vitalità del settore, nonostante l’evidente stato di crisi e Sono dati in controtendenza. Dopo un’analisi attenta, però, si evince che spesso i lavoratori disoccupati del settore, non avendo alternative, sono costretti ad intraprendere la strada dell’impresa individuale». Ed ecco spiegata la vera ragione dell’aumento delle imprese di costruzioni, in un settore che solo in questa provincia «vale» più di un miliardo e 200 milioni di euro.

“L’impegno personale – sottolinea Marullo- l’assunzione di responsabilità, il coinvolgimento diretto, anche patrimoniale, devono essere valorizzati e posti al centro delle politiche pubbliche. Certo, un impulso al mercato è arrivato con il consolidamento delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, ma per dare slancio al comparto occorre un’inversione di tendenza, a tutti i livelli istituzionali, perché senza investimenti non può esserci crescita».