Ilva, l’azienda studia il ‘Piano anti-inquinamento’ e Ferrante vede il Patron

ILVA

TARANTO – L’Ilva  prova a  stringere i tempi per il nuovo ‘Piano degli investimenti ambientali’ nel siderurgico di Taranto da presentare al Governo, alla Procura e al Gip che ha firmato lo scorso 25 luglio l’ordinanza di sequestro.

Dopo l’annuncio fatto ieri ai sindacati metalmeccanici dal Presidente del CdA dell’Ilva, Bruno Ferrante, in queste ore tra Milano, quartier generale del Gruppo Riva, e Taranto dove ha sede lo stabilmento, si tenta di mettere a punto la proposta di dettaglio con l’indicazione degli interventi, dei tempi e dei relativi costi da sostenere.

È evidente che il gruppo Riva, che controlla l’Ilva, è chiamato a sostenere uno sforzo economico ben più oneroso dei 146 milioni di euro che qualche settimana fa ha deliberato il CdA per un pacchetto di interventi ambientali.

Stavolta, però, si tratta di intervenire sull’intera area a caldo con interventi strutturali e rifacimenti di lungo periodo perchè è un’azione di questo tipo che si attendela Magistratura.

Mettere in sicurezza gli impianti e ridurre drasticamente i livelli di inquinamento che hanno portato al sequestro: solo se il nuovo piano aziendale, auspicato anche dal Governo oltrechè dai sindacati, affronterà in modo incisivo questi due nodi ci potrà essere qualche possibilità che il Gip Patrizia Todisco esamini l’istanza, che l’Ilva intende presentare, finalizzata ad ottenere un parziale allentamento del sequestro che è senza facoltà d’uso. Ferrante ieri ha detto ai sindacati che gli investimenti, che l’azienda vuole fare, devono essere economicamente sostenibili, ma il siderurgico deve anche mantenere il suo attuale livello produttivo che è compreso tra il 60 e il 70% delle potenzialità, altrimenti non solo la questione si complica, ma anche la tenuta dell’occupazione e degli impianti potrebbe essere a rischio.

Nelle prossime ore,  Ferrante che ha ottenuto un permesso specifico dalla Magistratura, incontra a Milano, Emilio Riva, Presidente del gruppo, che dal 25 luglio è agli arresti domiciliari così come il figlio Nicola, Presidente dell’Ilva sino al 10 luglio scorso, poi sostituito dallo stesso Ferrante, e l’ex Direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso. Ferrante cerca di ottenere un sostanziale via libera da Emilio Riva al nuovo piano per Taranto, in modo da poterlo già annunciare domani a Bari al tavolo istituzionale convocato dalla Regione, presenti fra gli altri il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e  per la pima volta anchela Commissione Europea.