A tre giorni dall’ omicidio di Antonio Presta gli interrogativi sono ancora tanti

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È stato crivellato di colpi di fucile, almeno 9, Antonio Presta, il 29enne ucciso a San Donaci. Mentre, a quanto se ne sa, gli inquirenti escludono sempre di più la pista della scu -pur essendo Presta figlio dell’ex collaboratore di giustizia Gianfranco. L’autopsia, eseguita dal medico legale Antonio Carusi, chiarisce i contorni dell’agguato, aggiungendo che, dopo avergli sparato, i killer avrebbero anche infierito sulla vittima colpendola anche con il calcio del fucile. E’ stato però escluso nel 2009 dal programma di protezione perché coinvolto con il figlio Antonio in alcune rapine sulla riviera romagnola dove vivevano. Gli investigatori, coordinati dal pm Giuseppe De Nozza, hanno analizzato le armi lasciate sul posto dagli assassini: un fucile calibro 12 e una vecchia pistola a tamburo calibro 38. Antonio Presta è stato intercettato dai sicari in una stradina del centro storico: ha cercato di fuggire ma è stato inseguito e colpito in via Walter Tobagi, nei pressi di un circolo ricreativo. Presta Era ritornato a San Donaci nell’agosto scorso. Prima viveva in Romagna con il padre, escluso dal programma di protezione nel 2009, quando padre e figlio  furono accusati di aver messo a segno delle rapine tra le Marche e la Romagna. Quindi le condanne e, infine, il ritorno a casa di Antonio, rientrato nella sua San Donaci solo qualche settimana fa.