Guadalupi vs Ferrarese: “Conflitto sulla discarica Asi”

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BRINDISI – Pdl a raffica nei confronti del numero uno della Provincia di Brindisi. Il Consigliere azzurro Italo Guadalupi torna all’attacco,  mettendo in discussione la coerenza del presidente Massimo Ferrarese e aprendo nuove pagine del libro sul presunto conflitto d’interessi.

La prima carta girata sul tavolo tira in ballo il passato: “Perchè –  si chiede Guadalupi –  Ferrarese non si è costituito parte civile nei confronti della Società Veolia titolare della discarica di rifiuti tossici e nocivi nella zona industriale di Brindisi”?

 La risposta, secondo il Consigliere provinciale starebbe nel fatto che il 30% del volume dei rifiuti presenti in discarica, a suo dire, è stato gestito dalla società di famiglia di Ferrarese,  poi messa in liquidazione. “Una gestione che avrebbe fruttato – aggiunge Guadalupi – guadagni supereriori ai 100 miliardi delle vecchie lire”.

Il Consigliere chiede, inoltre, lumi sulla realizzazione del capping della discarica, cioè l’intervento di copertura  e punta il dito anche sulle questioni Peritas e Sfir, sulle quali Ferrarese non avrebbe vigilato abbastanza.

“Altro che anomalie! Tutte fantasie diffamanti – replica il Segretario cittadino di Noi Centro, Roberto Rizzo, sgombrando il capo da qualsiasi equivoco – la società della famiglia Ferrarese – spiega il Segretario – si occupava di raccolta rifiuti e li trasportava nelle discariche, ma non ne ha mai gestita una. In più l’opera di copertura e quindi di messa in sicurezza della discarica è già stata portata a termine”.

Quanto alla vicenda Peritas, “Non è stata la Provincia a rilasciare autorizzazioni – aggiunge – bensì la Regione e i controlli, semmai, spettano all’Arpa“. “Infondata anche l’accusa sulla Sfir: da Presidente della Provincia – precisa il Segretario – Ferrarese si è occupato della questione intervenendo con pesanti prescrizioni che hanno imposto delle modifiche all’impianto. Guadalupi – conclude Rizzo –  farebbe bene ad informarsi prima di parlare senza criterio e cognizione di causa”.