Cavallari: “Su Ilva ed ecomafia ho obbedito alla legge”

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LECCE – Nessun conflitto d’interessi, nessuna incompatibilità e neanche inopportunità: il Presidente del Tar di Lecce Antonio Cavallari rompe il silenzio sulla polemica innescata da Legambiente nazionale. L’associazione ambientalista ha segnalato al CSM il legame che intercorre tra il giudice e l’Avvocato Enrico Claudio Schiavone, che assiste l’Ilva in materia di lavoro.

Il giudice e il legale hanno sposato due sorelle: una circostanza che di per sé non li rende parenti di fronte alla legge, ma che è stata segnalata da Legambiente al CSM, affinché, valuti la correttezza delle procedure nei ricorsi proposti dall’Ilva al Tar di Lecce e sui quali si è espresso Cavallari.

Che però reagisce in punta di diritto e spiega che non essendo a norma di legge né illegittimo, né inopportuno che lui si esprimesse sui ricorsi dell’Ilva, astenendosi avrebbe violato la legge, quella che stabilisce che ogni causa ha un suo giudice naturale.

Se nel metodo non c’è quindi – afferma Cavallari – alcun vulnus, nel merito poi l’Ilva non ha avuto un “trattamento di favore” dal Tar di Lecce nei 36 ricorsi che nell’ultimo ventennio hanno interessato il siderurgico tarantino. Qui il presidente del Tar non distingue tra decisioni sue o altrui: sui ricorsi che l’Ilva ha proposto contro decisioni di Comune, Provincia, Asl o di altre pubbliche amministrazioni, qualunque giudice amministrativo si è espresso – assicura il Presidente del Tar – seguendo scrupolosamente la legge.

Lo stesso discorso, per Cavallari, vale anche sull’altra tegola che è caduta sulla testa del Presidente del Tar negli ultimi giorni: Cavallari è iscritto sul registro degli indagati per aver assunto una decisione sull’appalto di raccolta e gestione dei rifiuti di Casarano, che il Commissario prefettizio aveva revocato per sospette infiltrazioni mafiose. Una revoca annullata da Cavallari anziché dalla sua collega competente, Rosaria Trizzino che in quel weekend nel quale occorreva decidere con urgenza era fuori dal Salento.

Due tegole in una settimana sulla massima autorità della giustizia amministrativa del Salento fanno notizia: ma il composto Presidente del Tar di Lecce si assicura tranquillo. Di quel che ha fatto, per lo meno… sulle decisioni altrui nessuno può mettere la mano sul fuoco.