Incontro depuratori, Amati snobba la Provincia

depuratore carovigno

BRINDISI – Si potrebbero ribattezzare ‘i depuratori della discordia’, viste le tensioni in grado di suscitare nelle ultime settimane tra politici, istituzioni e personaggi dello spettacolo. In principio fu il botta e risposta con Romina Power e Albano, con conseguente protesta del ‘ballo del qua qua’. E le puntate vanno avanti.

Al centro della bagarre mediatica c’è l’Assessore regionale alle opere pubbliche, Fabiano Amati, che diserterà l’incontro previsto mercoledì in Provincia a Brindisi, per discutere del depuratore di Carovigno e di quello di Mesagne che scarica nel Canale Reale e nelle acque di Torre Guaceto.

Assenza pesante, ma giustificata, si affretta a spiegare l’Assessore Amati, precisando: “Sarò fuori sede per altri impegni istituzionali”.

Ubi maior… Minor cessat, verrebbe da dire, con buona pace del Presidente Massimo Ferrarese  che dopo aver fatto ricorso al Tar per salvaguardare l’Oasi dagli scarichi a mare, ha convocato nelle ultime ore le parti coinvolte. All’appello risponderanno tutte le istituzioni locali, meno che la Regione. Strano a dirsi, visto che la legge regionale dello scorso 3 luglio ha sottratto all’ente provinciale tutte le competenze in materia di depuratori, trasferendole proprio alla Regione.

Un atteggiamento che agli occhi dell’opinione pubblica, così presa dall’argomento depuratori, potrebbe apparire quasi snob. Intanto, proprio alla vigilia dell’incontro, tornano all’attacco le associazioni ambientaliste brindisine che, a tutela di Torre Guaceto, chiedono  controlli concreti del Canale Reale senza le colpevoli omissioni del passato.

Le autorità, aggiungono, devono convincersi che i depuratori devono essere accompagnati da impianti di affinamento tecnologicamente avanzati e che per gli scarichi a mare, devono essere impiegate condotte sottomarine talmente lunghe dalla costa da non inquinare i litorali interessati.