Ilva, settimana decisiva per la fabbrica

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TARANTO – È  tornata a Taranto per riprendere il suo ciclo di riunioni, la Commissione tecnica che sta definendo la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva. La Commissione che lunedì scorso per la prima volta si è riunita in Prefettura, affronta un nuovo ciclo di riunioni: in pratica dal 4 al 6 settembre ci saranno incontri  tutti i giorni e il 5 settembre, in particolare, si discuterà del parco minerali del siderurgico che è una delle aree a maggior impatto inquinante.

“I lavori stanno procedendo regolarmente”, commenta l’Assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, evidenziando in tal modo che nessuna particolare difficoltà sinora è intervenuta nel lavoro dei tecnici ai quali il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha dato tempi abbastanza serrati dato che la nuova Aia dovrà essere pronta a fine mese.

E analogo giudizio, ovvero che il lavoro di approfondimento sta proseguendo a “tappe forzate, perchè i tempi sono stretti”, ha dato anche il Direttore generale dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (Arpa), Giorgio Assennato.

Ma questa è anche la settimana in cui comincia il suo cammino parlamentare, il Decreto legge 129, per la bonifica dell’area di Taranto, che il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta del 3 agosto (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 agosto) con una dote complessiva di 366 milioni di euro, comprensiva anche dei fondi in  precedenza stanziati per il potenziamento infrastrutturale del porto.

 Il 4 settembre il Decreto, infatti, approda in  Commissione Ambiente e Attività produttive della Camera e sia gli enti locali di Taranto che la Regione, attraverso il presidente Nichi Vendola, chiedono che questo provvedimento abbia più risorse essendo molto ampia oltrechè complessa l’area da bonificare.

 Bisognerà anche poi definire meglio la struttura commissariale che dovrà gestire gli interventi di bonifica.

E sempre per questa settimana è attesa la risposta della Regione sul documento che l’Ilva ha inviato qualche giorno nel quale avanza delle proposte alternative sulla riduzione dell’impatto inquinante della produzione siderurgica nei giorni di particolare ventosità.

Il 6 agosto, in sede di tavolo tecnico regionale, le parti pubbliche chiesero all’Ilva tre interventi: ridurre del 10% le operazioni di ripresa dei materiali dal parco minerali, ridimensionare le giacenze di materie prime del 19 per cento in unità di peso rispetto ai valori del 2011, contenere la produzione. La controproposta Ilva, dice l’azienda, permette di raggiungere gli stessi risultati mettendo però al riparo gli impianti. Ora, quindi, la Regione è chiamata a pronunciarsi su questa proposta alternativa.

Infine, stando al vertice di sabato pomeriggio al Tribunale di Taranto, la settimana che si apre dovrebbe anche essere quella in cui scattano le prime misure di contenimento delle emissioni sugli impianti. Nel vertice presieduto dal Procuratore capo Franco Sebastio, i custodi giudiziali hanno avuto difatto il via libera ad operare: “Procediamo immediatamente”, ha detto in proposito il Procuratore.

E anche se il Procuratore Sebastio dice che l’Ilva ha dato disponibilità a collaborare e il Presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, che è anche custode giudiziale, sottolinea che l’azienda vuole collaborare con i custodi mettendo a disposizione i propri tecnici  emerge per ora fra i due una diversa opinione sul punto se il siderurgico debba produrre o meno in questa nuova fase.

Una diversa opinione che potrebbe anche tramutarsi in un conflitto. Sebastio è categorico: “Non c’è facoltà d’uso, il Riesame è stato chiaro, bisogna far cessare l’inquinamento”. Ferrrante, invece, lascia ancora un margine aperto quando, interpellato se l’Ilva ridurrà o meno la produzione (attualmente il siderurgico viaggia al 60% delle sue potenzialità), afferma: “Questo lo vedremo. Dipenderà dalle misure che si concorderanno con i custodi. Non c’è facoltà d’uso, gli impianti sono certo in funzione ma per essere risanati. La produzione è solo una conseguenza naturale”.