L’usignolo d’Italia, omaggiato nella sua città

tito schipa

LECCE – L’usignolo leccese, l’ambasciatore salentino nel mondo è tornato, almeno idealmente, nella sua città. La sua musica e la sua voce hanno risuonato nel  cuore della città, nell’Anfiteatro romano di Piazza S. Oronzo, in uno spettacolo omaggio scritto da Gianni Carluccio e Rosaria Ricchiuto che ha curato la regia in collaborazione con il ‘Centro Studi Raffaele Protopapa’ di Franco Ciardo. 

Tanti gli  artisti che si sono alternati sul palco a rievocare l’artista orgoglio del Salento e la storia parte dalle origini, da quando  Raffaele Attilio Amedeo Schipa, nacque a Lecce al civico 6 di Vico dei Penzini, nel popolare quartiere delle ‘Scalze’.

Era  il 27 dicembre 1888, verrà dichiarato all’anagrafe soltanto il 2 gennaio 1889, per guadagnare un anno sugli obblighi militari. Costituzione gracile e grandezza insieme, con una voce potente affidata da subito ai  Maestri Albani e Alceste Gerunda.

Ma è nelle mani del Maestro Emilio Piccoli a Milano, nel 1907  che Tito Schipa raggiunge il successo diventando  ‘l’usignolo d’Italia’ così come lo definisce  Toscanini, guadagnandosi l’attenzione del mondo anche per la sua vita al di là della musica: i suoi viaggi, i suoi amori, i suoi soggiorni a Lecce, patria idealizzata e sempre amata.