Arpa-Ilva, c’è l’accordo: ok a 6 centraline per il monitoraggio

giorgio-assennato

TARANTO – Passano da 4  a 6 le nuove centraline per il monitoraggio dell’aria all’esterno dell’Ilva. In un incontro con i vertici dell’Arpa, l’azienda ha deciso di aumentare gli impianti rispetto a quanto concordato con la Regione nel tavolo tecnico del 6 agosto.

Quattro centraline saranno installate in altrettanti punti strategici dello stabilimento. Altre due ancora, saranno posizionate invece lungo la direttrice che dall’area delle cokerie va verso il quartiere Tamburi, “In modo che – sottolinea Giorgio Assennato, Direttore Arpa Puglia – lungo questa linea ci siano in tutto quattro centraline: le due concordate, più quella del punto cardinale, più quella di via Macchiavelli, consentendo così un monitoraggio più efficace”.

Si dichiara ‘soddisfatto’ Assennato  per l’accordo raggiunto e annuncia che le 6 centraline saranno installate a breve. Ci saranno da attendere giusto ‘i tempi tecnici necessari’ e saranno sotto controllo diversi tipi di inquinanti: Pm 10, benzoapirene  e metalli. Si dice fiducioso Assennato, ma ribadisce in occasione dell’incontro, la proposta dell’Arpa sui parchi minerali: vanno coperti per bloccare le polveri che inondano i Tamburi.

“L’Ilva ci dice che non è possibile coprirli per ragioni tecniche e perchè hanno un’estensione di 75 ettari? Se questo verrà dimostrato, vedremo. Allora bisognerà trovare altre soluzioni a partire dall’abbassamento del 20% dei cumuli di materie prime”.

Priorità annunciata d’altra parte da Bruno Ferrante, Presidente dell’Ilva è quella di ridurre l’inquinamento, venendo incontro alle richieste della Procura, potenziando proprio  i monitoraggi. Il patron della fabbrica, proprio nei giorni scorsi, con i custodi giudiziali,  ha raggiunto un accordo per la videosorveglianza con la quale si terrà sott’osservazione h24 quello che accade nelle 6 aree sotto sequestro. Chiuso, intanto,  il primo step di lavoro della Commissione tecnica che a fine settembre, definirà la nuova Aia. I tecnici torneranno a Taranto il 3 settembre per esaminare altre aree del siderurgico.