Tra Amati e Ferrarese un mare di polemiche

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BRINDISI – Un mare di polemiche: lo scarico a Torre Guaceto del depuratore fa litigare il centrosinistra. E, sottotraccia, anche due potenziali candidati Presidenti della Regione Puglia,  Massimo Ferrarese e Fabiano Amati.Il Presidente della provincia messapica e il Sindaco di Brindisi Mimmo Consales aprono il fronte giudiziario contro le decisioni dell’Assessore regionale.

Quest’ultimo invita a studiare di più e ad approfondire le norme. Il tutto con la colonna sonora del ‘Ballo del Qua Qua’, diventato l’inno delle proteste contro gli scarichi in mare dei depuratori, da Torre Guaceto a Manduria. Il fatto è semplice: il depuratore di Carovigno è quasi ultimato, ma per farlo entrare in funzione occorre autorizzarne lo scarico nel Canale Reale. Già oggi in quel canale scaricano i depuratori di Francavilla Fontana, Ceglie Messapica e Villa Castelli.

E portano i reflui che vedete verso l’area marina protetta di Torre Guaceto, una delle più importanti aree naturali del territorio: immagini che spiegano bene perchè la Goletta verde di ‘Legambiente’ ha certificato che l’area marina protetta di Torre Guaceto è – paradossalmente – uno dei tratti di mare più inquinati del brindisino.

Un caso che è stato rinfacciato a Fabiano Amati da Albano Carrisi, nel corso della polemica del ‘Qua Qua’, innescata da Romina Power e dalla sua lettera contraria allo scarico del depuratore nel mare di Manduria. Una lettera alla quale Amati ha risposto seccamente: “La depurazione non è il ‘ballo del Qua Qua’”, scatenando le ire del cantante di Cellino. Ma torniamo sull’Adriatico a Torre Guaceto e al possibile scarico del depuratore di Carovigno: la provincia di Brindisi, titolare delle autorizzazioni, le ha sempre negate. Accade allora che la Regione Puglia il 3 luglio scorso emana una legge in cui di fatto espropria la Provincia della possibilità di decidere: sulle autorizzazioni allo scarico decide Bari, è il succo della legge regionale. Contro la quale Ferrarese e Consales nelle scorse ore hanno annunciato ricorso al Tar.

Ferrarese nomi non ne fa. E evita accuratamente ogni polemica diretta con Amati. Ma che entrambi gli esponenti politici brindisini accarezzino mire regionali per il dopo-Vendola non è un mistero per nessuno. E il conflitto latente esplode con la rispostaccia di Amati al ricorso di Provincia e Comune.

A parole Presidente e Assessore sono d’accordo su quale possa essere la soluzione ottimale, cioè l’attivazione dell’impianto di affinamento di Mesagne per depurare per bene le acque e magari riutilizzarle in agricoltura. Ma il meglio è nemico del bene – dice in sostanza Amati – ora partiamo con l’attivazione del depuratore di Carovigno e quindi del suo scarico nel Canale Reale e poi – tempo 18 mesi – appronteremo anche quella soluzione. 18 mesi che invece Ferrarese non vuol saperne di aspettare. E, al di là dei tecnicismi, dei ‘balli del Qua Qua’ e dei ricorsi giudiziari, il conflitto latente tra i due potenziali candidati del dopo-Vendola si fa sempre meno latente e più scoperto.