Spari a Copertino, forse un debito dietro l’agguato

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COPERTINO (LE) – Sarebbero stati presunti debiti ad armare la mano dell’uomo che ha tentato di uccidere Luigi Margaridue giorni fa, a Copertino. Sembra essere questa la pista più accreditata dagli inquirenti che da martedì pomeriggio cercano in lungo e in largo il sospettato numero uno, un 41enne del posto che lo stesso Margari conosceva bene. Entrambi furono arrestati nel 2003, nell’ambito dell’operazione ‘Cheval’, quando fu sgominata la cosiddetta  banda del ‘Cavallo di ritorno’.

Sul principale indiziato si addensano molto più che semplici sospetti. Ci sono le immagini delle telecamere del sistema di videosorveglianza posizionate nelle vicinanze del luogo dell’attentato fra Via Amendola e largo Vittime della Strada e le testimonianze raccolte, sia pure fra mille reticenze, dagli investigatori. Altri ascolti sono stati effettuati nelle scorse ore, amici e conoscenti del ricercato che, intanto, sembra essere sparito nel nulla.

Il fascicolo d’indagine assegnato al Sostituto procuratore Paola Guglielmi, resta contro ignoti. Ma importanti novità potrebbero arrivare già nelle prossime ore. Le condizioni di Margari sono  gravi. Attualmente è  ricoverato  nel reparto di Rianimazione, presso l’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce. La prognosi non è stata ancora sciolta.

Già subito dopo la sparatoria, avvenuta a due passi dalla centralissima Piazza Castello, i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, agli ordini del Cap. Stefano Tosi, insieme ai militari della locale Tenenza, diretti dal Luogotenente Salvatore Giannuzzi, hanno indirizzato le ricerche verso un’unica direzione. Una perquisizione è stata effettuata presso l’abitazione del 41enne, in cui è stato rinvenuto e acquisito un telefono cellulare. Al vaglio degli inquirenti ora telefonate ed sms. Ogni elemento può essere fondamentale per raccogliere le necessarie conferme. La caccia all’uomo va avanti senza sosta.