Gabellone: “Stp azienda sana, altro che le Terme!”

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LECCE – La Stp esce dalle sabbie mobili, in cui l’aveva ricacciata la difficile situazione finanziaria e annuncia il pareggio di bilancio entro fine anno. Lo fa, però, innescando una polemica con un’altra partecipata della Provincia di Lecce, la Terme di Santa Cesarea Spa. “Che prenda spunto”, ha chiosato infatti duramente, il Presidente Antonio Gabellone, al termine della conferenza stampa in cui l’Amministratore unico della Società di trasporti ha ripercorso le tappe che hanno portato al risanamento.  “Lo abbiamo raggiunto con un programma di moralizzazione dell’azienda – ha sottolineato più volte Pepe -. Quando sono arrivato, due anni fa ho trovato debiti dettati da incuria e menefreghismo, scelte che sono davvero roba da galera, come l’accompagnamento al prepensionamento di 24 dipendenti, non uno o due anni prima, ma addirittura, in alcuni casi, 22 anni prima. Una chiccheria che ci è costata un milione e mezzo di euro e che paghiamo ancora”.

Oggi si presenta anche l’arricchimento del parco macchine con  l’acquisto di 7 pullman autosnodati di 18 metri. “Il tutto reso possibile grazie al risparmio derivante innanzitutto dai contratti di solidarietà, attivi dal 1′ giugno 2011, avversati da una parte dei sindacati, ma che hanno portato a minori costi del personale per circa 786mila euro in totale”. A questi si aggiunge un risparmio di circa 750mila euro per l’accordo ‘amichevole’ trovato con 25 dipendenti che si avviavano alla pensione. Tra questi, il Direttore generale dell’azienda, la figura sui cui sono infuriate le polemiche arrivate dalla stessa maggioranza di centrodestra ai Celestini, in particolare dal Consigliere Mino Frasca, che ne ha richiesto la rimozione, perchè “a un pensionato viene offerta una poltrona da 60mila euro l’anno”.

Infine, i tre subaffidi all’interno del Cotrap, ciò che, mantenendo fermi 35 pullman e affidando il servizio ad altri al ribasso, ha fatto risparmiare 900mila euro. “Questa società è una partecipata modello”, dice il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, segnando il parallelo forte, fortissimo con quella che gestisce le Terme di Santa Cesarea, in cui socio di maggioranza è la Regione Puglia e di minoranza la Provincia e in cui – stando alle sue parole – “Vengono soddisfatti altri tipi di interesse che non sono quelli generali”. Sì, ma quali allora?