Autorità portuale, Haralambides rinuncia alla sospensiva

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BRINDISI – Il ritorno di Haralambides alla guida dell’Autorità portuale di Brindisi, ammesso che un ritorno prima o poi ci sia, è stato rimandato a data da destinarsi. Durante la discussione a Roma, presso il Consiglio di Stato, i legali del greco  hanno infatti rinunciato alla richiesta di sospensiva avanzata nei confronti della sentenza emessa dal Tar di Lecce lo scorso 21 giugno dopo l’azione promossa dall’Ingegner Calogero Casilli che a quella carica, come è noto, aspira.

I giudici sospeserò il buon Hercules, annullando il decreto del 7 giugno 2011 con cui il greco fu nominato dal Ministero delle infrastutture e dei trasporti, Presidente dell’Autorità portuale, perchè – si lesse nelle motivazioni – la cittadinanza italiana è un requisito indispensabile per accedere alla carica di Presidente dell’Autorità portuale.

La rinuncia al parere, vincolante, del Consiglio avanzata dagli Avvocati Giacomini, Damonte e Sandulli, legali di Haralambides, apre ora a scenari diversi, oltre ad attestare fatti oggettivi. Da un lato, è stata confermata l’esecutività della sentenza emessa dal Tribunale amministrativo che resta ad oggi ancora valida.

Così come resta Commissario dell’ente l’Ammiraglio Ferdinando Lolli. Dall’altro, sul campo delle supposizioni, la rinuncia della sopensiva formulata dal greco che punta ora direttamente alla sentenza del merito, lascia intuire una posizione di debolezza tipica di chi ha voluto evitare di ‘bruciarsi’ prima della discussione nel merito. Discussione che, secondo l’indicazione del colleggio, sarà fissata quanto prima. Anche la data, in tal senso, sarà fondamentale. Tempi relativamente brevi potrebbero convincere i legali di Casilli (gli avvocati Fabio Paternello, Luigi Mariano e Romeso Russo) ad attendere la decisione del Consiglio.

Ma Casilli potrebbe anche decidere di forzare i tempi, chiedendo di riaprire la procedura di nomina del Presidente in forza della sentenza del Tar. Comunque vada a finire, la faccenda è destinata a fare scuola. Può un cittadino straniero ricoprire una carica pubblica in Italia? Sì, no, forse. Alla prossima puntata.