Chiazza in mare ad Otranto, dal WWF alla politica: “Si acchiappino i responsabili”

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OTRANTO – Rientrata, per ora, l’emergenza ambientale nelle acque di Otranto, monta la rabbia invece verso chi si è macchiato di un crimine ingiustificabile, sversando in mare petrolio.Ad assicurare che la situazione è sotto controllo è l’Assessore al demanio del Comune di Otranto, Francesco Vetruccio che dice: “Il tempestivo intervento della Capitaneria di porto e dell’Amministrazione ha permesso di arginare la catastrofe ambientale, oggi, il mare grosso e il vento di tramontana potrebbero aiutare la pulizia del fondale dalle chiazze oleose”.

Alle parole di rassicurazione dell’Amministrazione, si aggiungono quelle meno morbide, del WWF Puglia e dell’Eurodeputato del Pdl, Raffaele Baldassere.

Entrambi chiedono che venga accelerata, invece, la caccia alla nave che avrebbe pulito nelle azzurre acque idruntine le proprie cisterne, sversando in mare i residui di petrolio. A chiedere la testa di chi si è macchiato del crimine ambientale è sia il WWF Puglia che in una nota si dice preoccupato per quello che è accaduto sul litorale adriatico ed auspica l’accertamento delle responsabilità di questo ennesimo vilipendio ambientale, sia l’Eurodeputato pidiellino, habituè in quel di Otranto, Raffaele Baldassarre:  “Nonostante il tentativo di ridimensionare la cosa da parte dell’Amministrazione comunale di Otranto il danno c’è purtroppo – scrive – ed è anche piuttosto serio. Nella giornata di ieri quasi nessuno ha potuto fare il bagno e molti lidi sono stati costretti ad ‘alzare bandiera bianca’ in segno di resa di fronte all’ondata di catrame che ha raggiunto le spiagge.

Ecco perché chiediamo con forza di mettere in atto ogni azione possibile per individuare i responsabili di tale scempio e perseguirli adeguatamente. Se si riuscisse a dare un nome un volto a questi veri e propri pirati del mare che mettono a repentaglio la nostra più grande risorsa, ritengo che sarebbe il caso che la Provincia di Lecce si costituisse parte civile insieme ai gestori degli stabilimenti balneari, a difesa del territorio. Una cosa a cui intendiamo dichiarare battaglia” – chiosa.

Insomma, la caccia agli sconsiderati è aperta e nessuno sembra essere intenzionato a fare sconti.