Ilva, primo passo dopo incontro in Procura: via al monitoraggio dei fumi

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TARANTO – Stilato il cronoprogramma dell’Ilva, dopo l’incontro in Procura, arrivano i primi risultati. Via al monitoraggio dei fumi. Stando a quanto si è appreso dopo il vertice tra magistrati, custodi giudiziari e il Procuratore capo Franco Sebastio  e dopo il faccia a faccia in azienda tra i sindacati dei metalmeccanici e Bruno Ferrante, la prima mossa che dovrà mettere in atto l’Iva è quella di installare una serie di video camere in varie postazioni strategiche all’interno dello stabilimento.

Il sistema di monitoraggio funzionerà 24 h su 24, in modo da controllare le potenziali sorgenti di emissioni convogliate non legate anche ad eventuali anomalie nel processo produttivo. Il monitoraggio riguarderà gli impianti sotto sequestro. Parliamo dei parchi minerari, delle cockerie, l’agglomerato, le acciaierie e l’area gestione rottami ferrosi.

Il costo dell’intervento, ovviamente a carico dell’azienda, ammonterebbe a 2 milioni e mezzo di euro. Somma che rientra nei 146 mln di euro messi in campo da Ferrante. Somma che sarà incrementata – lo ha assicurato il neo Presidente del siderurgico – dall’azienda.

Mentre l’Ilva ha preso in mano il suo cronoprogramma e sta facendo i conti su tempi e costi per realizzarlo, cresce l’ansia tra gli attori della vicenda. Dagli ambientalisti che temono ancora tentativi che azienda e politici mettano altre  pezze a colori sulla vicenda, agli operai e ai sindacati che vivono con tensione il futuro prossimo riguardo al lavoro.

“L’auspicio – scrive Aldo Pugliese, Segretario regionale Uil – è che il lavoro dei 4 custodi giudiziari sfoci in una soluzione plausibile tesa alla continuità del lavoro per tutti i dipendentii dell’Ilva,  pur nella indiscutibile compatibilità con la sicurezza e la salute dei tarantini”.