Il caso Haralambides approda al Consiglio di Stato

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BRINDISI – Haralambides sì, Haralambides no. Sarà il Consiglio di Stato a deciderlo. È infatti fissato per il prossimo martedì, 28 agosto, la valutazione della Camera di Consiglio sulla richiesta di sospensione della sentenza del Tar di Lecce, avanzata dallo stesso Presidente dell’Autorità portuale brindisina, ora retta dal Commissario e Ammiraglio Lolli.

Haralambides è sospeso dalla carica dallo scorso 21 giugno, quando il Tribunale Amministrativo accolse il ricorso contro la nomina del ‘cittadino greco’ impugnata dall’Ingegner Calogero Casilli che a quella poltrona punta con convinzione, difeso dall’Avvocato Fabio Paternello. Secondo il Tar e secondo Casilli, la nazionalità italiana è un requisito indispensabile per ricoprire l’ambita e prestigiosa carica.

Le soluzioni che si prospettano, secondo l’avvocato Paternello, sono essenzialmente due. Nè sapremo di più, insomma, il prossimo martedì. Haralambides potrebbe riavere la sua poltrona, anche se i precedenti sembrerebbero giocare contro di lui.

Dopo l’episodio di una nave mercantile italiana, comandata da uno spagnolo, la Corte Costituzionale e successive leggi, stabilirono che per rivestire un incarico pubblico (come poteva anche essere il comando di un’unità navale italiana), occorresse il requisito della cittadinanza italiana. Il Ministro dei Trasporti che avvallò la scelta Haralmbides, Matteoli, non poteva non saperlo. Eppure la scelta fu quella che tutti conoscono. E che tanti, Casilli in primis, hanno in questi mesi combattuto con forza.