Tra Enel e Provincia, spunta Errico: “Cerano come Ilva, ha ragione Ferrarese”

errico

BRINDISI – “Ferrarese ha ragione, l’Enel ha torto”. Parola di Michele Errico, dinamico e politicamente compianto amministratore brindisino, Presidente della Provincia nel 2007, all’epoca cioè dell’ormai famoso Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle campagne di Cerano.

Sottoscritto da Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Provincia, Comune e Autorità Portuale di Brindisi, il documento definì la transazione tra la società energetica e il Ministero con cui di fatto si definiva ogni problematica, secondo Enel presente e futura, con le pubbliche amministrazioni.

Insomma, per Enel, gli enti sottoscriventi rinunciarono a pretese e contenziosi. Il risultato, ad oggi, è che la costituzione di parte civile della Provincia nel processo a carico dei dirigenti e  la richiesta di risarcimento da mezzo miliardo di euro all’azienda sarebbero atti, secondo la stessa, assolutamente illegittimi e improponibili. Ferrarese ha già controbbattuto. Quell’accordo, secono il Presidente, riguarda solo le falde acquifere. E la versione del numero uno della Provincia è stata, di fatto, sposata e incoraggiata addirittura dal politico Errico che contattato telefonicamente accusa Enel, paragonata all’Ilva, e  difende senza remore la delibera di giunta.

Insomma, anche secondo il notaio Errico, quanto firmato un tempo non esclude in alcun modo azioni e contenziosi degli enti nei confronti di Enel in vista di nuovi e, ovviamente presunti, reati. Neanche da parte del Comune che, di fatto, si ritrova nella stessa situazione.

Insomma, in una sorta di amarcord, l’ex Presidente torna a sfoderare con il solito dinamismo, quella posizione ambientalista che caratterizzò i suoi anni di governo provinciale. Tutto nuovo, invece, lo scontro tra Enel e Ferrarese, patron della squadra sponsorizzata dal colosso energetico. Per anni, sponda ambientalista e centrodestra, si è parlato di conflitto di interesse che Ferrarese commenta: “Avere uno sponsor sulla maglietta, non vuol dire abbassare la testa di fronte alla tutela del territorio e dei cittadini”.