Ilva, Procuratore Sebastio: “Stop emissioni o conseguenze ovvie”

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TARANTO – “Saranno i tecnici a dare le loro valutazioni: ci sono impianti che per risanare devono essere spenti; altri che vanno tenuti accesi, ma non per finalità produttive e ci sono, infine, impianti che vanno tenuti accesi con una produzione al minimo”. Sintetizza cosi la situazione il Procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio, al termine dell’incontro con i custodi amministratori dell’Ilva a Palazzo di Giustizia.

“Abbiamo concordato – ha detto – il calendario delle operazioni. E stiamo procedendo. I custodi sono già nelle condizioni di operare e lo faranno al più presto – ha affermato ancora Sebastio – quanto durerà questa fase non possiamo stabilirlo, però si tenga presente, come il Tribunale del Riesame non ha concesso il sequestro con facoltà d’uso e ha detto che occorre eliminare le emissioni inquinanti all’interno dello stabilimento.

E se questo non accade, le conseguenze – sottolinea Sebastio – sono ovvie”. I dubbi sulle motivazioni depositate dal Riesame sembrano finalmente chiariti, insomma. Parallelemante al vertice in Procura, i sindacati hanno incontrato in fabbrica, Bruno Ferrante, Presidente Ilva.

Anche questo, un momento chiarificatorio: “Possiamo ribadire un dato: con quest’azienda non abbiamo mai parlato di ricorso ad ammortizzatori sociali in questa storia. Mai, compreso oggi”, ha detto Antonio Talò, Segretario provinciale della Uilm di Taranto. In tema di finanziamenti invece – spiegano i sindacati che hanno posto la questione a Ferrante – Ilva attende il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.