Ilva, Balduzzi: “Presto nuove mappe epidemiologiche”

RAVAGLI - QUIRINALE: GIURAMENTO GOVERNO MARIO MONTI

TARANTO – Innumerevoli gli interventi dei Ministri Clini e Passera sulla vicenda Ilva. Voce un pò in disparte, invece, quella del Ministro alla Salute Balduzzi che, finalmente, si è fatto sentire, assicurando che: “Già a settembre o al massimo entro la metà di ottobre, saranno completati gli studi epidemiologici” e che “allora sarò in grado – ha detto – di rappresentare un quadro più certo su cui Governo, istituzioni e opinione pubblica potranno basarsi per una sinergia integrale di risposta al problema, per tenere insieme salute, ambiente e occupazione . Questi studi, non sono incominciati oggi – ha sottolineato Balduzzi – le zone a rischio, in tema di salute, sono monitorate da anni in tutta Italia.

 Taranto, nel particolare, è inserita nei siti di interesse nazionale da 12 anni. E certo, in queste settimane in cui si è parlato più che altro di lavoro e di ambinete, il Ministero della Salute – ha tenuto a sottolineare il Ministro – non è stato con le mani in mano”.

Il dossier epidemiologico del Ministero della Salute su Taranto potrebbe essere pronto per la metà di settembre. C’è da studiare una strategia per salvaguardare la salute dei tarantini. Troppo inquietanti, spaventosi, i dati emersi nella perizia del Tribunale del Riesame per il sequestro di 6 reparti dell’Ilva: il numero delle morti imputabili all’acciaieria negli ultimi 10 anni potrebbe essere di 400 decessi.

Dall’analisi dei dati sulla qualità dell’aria, correlati al numero di decessi e di ricoveri attribuibili all’esposizione a concentrazioni di pm10, i periti avrebbero scoperto che tra il 2004 e il 2010 nei quartieri Borgo e Tamburi si sono verificati 91 decessi, 160 ricoveri per malattie cardiache e 219 ricoveri per malattie respiratorie, attribuibili alle emissioni derivanti dagli impianti industriali: il 70% in più rispetto alla media della città. Questi, solo solo alcuni dei numeri che emergono dalla perizia. Numeri che però sono, erano, persone. Tarantini che hanno lottato, perdendo, con terribili malattie. Amaro il punto interrrogativo che resta aperto: quanto durerà ancora il martirio di Taranto?