Meno turisti, meno rifiuti: il crollo è del 6%

turisti nel salento

LECCE – Un calo del turismo che si traduce in un crollo dei rifiuti. I numeri ufficiali dei flussi turistici nel Salento e in provincia di Lecce, ancora non sono noti. Ma c’è un dato che può spiegare in tempo reale, come sta andando la stagione turistica in questo anno di crisi: quello della produzione di rifiuti.

Perchè le persone producono spazzatura, siano esse in albergo, in campeggio, in villaggio o in una casa in affitto: meno persone, uguale meno spazzatura. E, viceversa, meno rifiuti negli impianti di smaltimento significano meno presenze turistiche sulle coste e nell’entroterra.

I dati sono incontrovertibili: tutto il mese di luglio, ma anche i primi 15 giorni di agosto hanno il segno meno davanti. In questi 45 giorni, il dato medio per tutta la provincia si aggira intorno al 6% in meno. Con sfumature diverse, però: tutto sommato Lecce città risente meno della crisi, tanto che la performance migliore – o, se ci si passa il termine, meno negativa – è proprio del capoluogo barocco. Mentre è il cuore del Salento turistico, quella fascia che va da Otranto a Gallipoli, a soffrire maggiormente, specie nella prima quindicina d’agosto.

I dati arrivano dagli impianti di smaltimento della provincia. L’Ato Lecce 1 porta i suoi rifiuti nella discarica della ‘Ambiente e sviluppo’ di Cavallino: parliamo della fascia settentrionale della provincia, che vede al suo interno Lecce città, due importanti poli turistici come Porto Cesareo e Melendugno, ma anche importanti borghi dell’entroterra. Qui c’è il calo più contenuto: meno 5,15% nel mese di luglio 2012 rispetto allo stesso mese del 2011 e il calo diminuisce, per dir così, nei primi 15 giorni di agosto, quando Lecce e l’hinterland hanno prodotto il 3,5 % in meno di rifiuti rispetto agli stessi 15 giorni del 2011.

Il crollo vero e proprio si registra, invece, nell’Ato Lecce 2, la fascia centrale del Salento e la più importante dal punto di vista turistico: qui, infatti, ci sono leader del turismo italiano come Otranto e Gallipoli, ma anche Santa Cesarea, Castro, Nardò, nonché paesi dell’entroterra come Galatina e Maglie senza dimenticare tutta la Grecìa salentina.

È il motore del turismo salentino ed è anche il luogo in cui la crisi si avverte di più. Nel mese di luglio, dal primo al 31, la produzione di rifiuti è calata del 6,5% in meno. Un dato cattivo – se riferito al calo delle presenze turistiche – che diventa pessimo nei primi 15 giorni di agosto, quando l’Ato Lecce 2 ha prodotto il 7,2 % di rifiuti in meno rispetto allo stesso periodo del 2011.

Un fenomeno che, in realtà, gli operatori avevano rilevato ad occhio nudo, senza bisogno di statistiche: se nel 2011 i 17 biotunnel della ‘Progetto Ambiente’ di Poggiardo erano stracolmi da giugno a settembre, nel 2012 il tutto esaurito dei rifiuti si è creato solo nella settimana di Ferragosto che ci siamo appena lasciati alle spalle.

E non cambiano sostanzialmente le cose neanche nel sud Salento: nell’impianto della ‘Progetto Ambiente’ di Ugento conferisce i propri rifiuti l’Ato Lecce 3, vale a dire – oltre alla stessa Ugento, regina dei villaggi turistici – anche Leuca, comuni costieri come Salve e Tricase, nonchè borghi dell’entroterra per i quali il turismo è una voce importante come Taviano, Racale, Alliste, Specchia o Alessano. Anche qui i dati sono negativi, con scostamenti minimi: meno 6,2 % dal primo al 31 luglio e meno 6,1% dal primo al 15 agosto.

Una tendenza negativa ovunque, insomma, che non può spiegarsi con la raccolta differenziata, rimasta praticamente invariata rispetto all’anno scorso anche a causa dell’assenza di impianti di compostaggio. Certo, il Salento è di gran moda – dalle canzoni ai film – e resiste meglio rispetto ad altri territori italiani. Ma attenzione: per la prima volta dopo anni il trend è negativo: dopo anni fortunati, è tornato il momento per il turismo salentino di rimboccarsi le maniche e prepararsi da subito all’anno prossimo.