Schiaffo a Porto Selvaggio, il caso in Parlamento

lottizzazione cafari

PORTO SELVAGGIO (LE) – Arriva in Parlamento lo schiaffo a Porto Selvaggio. È Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e componente della Commissione Ambiente della Camera a firmare per prima un’interrogazione con altri 5 colleghi parlamentari sul caso della lottizzazione dei ‘Cafari’, il megavillaggio da 60 ettari i cui documenti sono stati depositati a metà di luglio nell’Ufficio Urbanistica del Comune di Nardò.

Due comparti, nascosti da un recinto con villette a due piani, a schiera e a corte, un centro commerciale e una palestra, una discoteca, un’area per uffici e anche un anfiteatro: “Una vera e propria colata di cemento in pieno Parco regionale di Porto Selvaggio – Torre Uluzzo – Palude del Capitano – senza contare i vincoli dell’Area Sic, Zps e di tutela paesaggistica – è stata l’impresa napolitana ‘Socitur’, una srl da 10mila euro che sfrutta così la deroga inserita nella legge istitutiva del Parco che faceva salvi i progetti inseriti nel Piano regolatore di Nardò prima del 2006.

Ma per quanto le carte appaiano a posto, la nuova maxilottizzazione fronte mare appare come uno schiaffo in faccia al modello di sviluppo basato sul turismo sostenibile verso il quale il Salento pare volersi avviare. E, infatti, l’Onorevole Zamparutti, insieme ai deputati radicali Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco hanno rivolto un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dei Beni culturali.

Il quesito è chiaro: se e quali iniziative i due Ministri intendono assumere in relazione alle rispettive competenze per tutelare l’area e far rispettare le norme vigenti. E mentre a Roma si assiste al pressing parlamentare, sul territorio va in scena la protesta ambientalista: domenica alle 10,30 si terrà una nuotata in onore di Renata Fonte. Un gruppo di liberi nuotatori cercheranno di compiere una traversata a nuoto di km 2,5 da S.Maria a Porto Selvaggio con 4 tappe intermedie. “Un presidio di legalità in memoria di chi per la legalità e per la tutela del territorio ha donato la vita, Renata Fonte – spiegano gli organizzatori – con il proprio sacrificio lei lo donò a noi ed ora abbiamo il dovere morale di tutelarlo e di preservarlo da chi, dopo 28 anni, ci ritenta. Le lobby del malaffare sono in agguato, ma anche noi siamo all’erta!”.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI, lunedì 23 luglio 2012, seduta n.670

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali.
– Per sapere – premesso che:
da un servizio giornalistico di Danilo Lupo pubblicato su trnews.it il 19 luglio 2012, risulta che è stata trasmessa all’Ufficio Urbanistica del Comune di Nardò la «valutazione ambientale strategica» relativa alla realizzazione di un nuovo villaggio turistico che dovrà sorgere nel cuore del Parco regionale di Porto Selvaggio-Torre Uluzzo e Palude del Capitano;
l’Europa ha inoltre dichiarato questa zona «sito di interesse comunitario»;
il progetto dell’azienda napoletana «Socitur» prevede la cementificazione di 60 ettari, divisi in due comparti, nascosti da un recinto, con villette a due piani, a schiera e a corte, un centro commerciale e una palestra, una discoteca, un’area per uffici e anche un anfiteatro;
i comparti 78 e 79 furono individuati dal piano regolatore del Comune di Nardò, ormai più di trent’anni fa, quindi prima dell’istituzione del Parco che nella sua legge istitutiva, per volontà del Comune e della Regione, all’interno del perimetro del parco fece salve le previsioni del Prg del Comune vigente del Comune di Nardò, relativamente ai comparti individuati come zone omogenee C8 di sviluppo turistico;
intorno all’area interessata al mega progetto esistono inoltre una serie di altri vincoli, quali quello stabilito dalla legge Galasso che impedisce di costruire a meno di 300 metri dal mare, dal sito di interesse comunitario mare che arriva fino alla spiaggia che diventerà – di fatto – un bene privato del villaggio dei Cafari, fino ai vincoli paesaggistici e morali delle zone destinate al pascolo;
inoltre a pochi metri dall’area è Serra Cicora, un importante insediamento preistorico che impedì la nascita del porto turistico di Nardò;
vi sono ora due mesi di tempo per presentare osservazioni alla «valutazione ambientale strategica», che decorrono dal 12 luglio fino al 10 settembre -:
se e quali iniziative in relazione alle rispettive competenze intendano assumere per tutelare l’area di cui in premessa e far rispettare le norme vigenti.

Commenti

  1. Alberto Franco Leggieri scrive:

    I Napoletani da anni frequentano ed apprezzano il nostro territorio, ora se ne vogliono appropriare, anche perchè le loro coste sono state Albertoaltamente sfruttate ed inquinate. Dobbiamo assolutamente impedire che si realizzi questo scempio. Spero che i nostri politici si facciano sentire…..!

  2. Giordano Greco scrive:

    PORTO SELVAGGIO NON SI TOCCA. questo posto meraviglioso porta con se la storia di una donna morta per tutelare questo paradiso , noi cittadini di nardò sia tutti chiamati alla tutela del territorio.

  3. Elisa dalla Germania scrive:

    Ma i ministri che cavolo hanno risposto?