Chiudono i tribunali, protestano i Sindaci

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BRINDISI – La cancellazione delle sedi distaccate dei tribunali fa arrabbiare i sindaci della provincia messapica. Francavilla, Ostuni, Fasano e Mesagne, i comuni tagliati via dalla cartina giudiziaria del territorio, non ci stanno e pur comprendendo le motivazioni del Decreto legislativo approvato dal governo e varato in piena linea ‘spending review’, annunciano nel loro piccolo una serie di inziative mirate a mantenere le sedi o, perlomeno, a non subire oltre al danno la beffa.

E sì, perchè secondo quanto stabilito dal Decreto, nel lasso di tempo necessario allo spostamento degli uffici periferici presso la sede centrale di Brindisi (si parla di almeno 18 mesi) dovranno essere i comuni a sostenere le spese di mantenimento.

“Una soluzione che non sta nè in cielo, nè in terra”, tuona il Sindaco di Francavilla Vincenzo Della Corte che, sollecitato dall‘Onorevole del Pdl Luigi Vitali, si dice pronto ad impugnare il provvedimento di fronte al Tar.  A margine, tutta la delusione per un provvedimento che, dice il primo cittadino, priva la comunità di un simbolo di giustizia e legalità.

Rassegnato, invece, il Sindaco di Mesagne Franco Scoditti che si dice sconfortato per una decisione su cui, però, c’è davvero ben poco da fare. Scoditti puntualizza come la soppressione della sede cittadina rischia di vanificare l’impegno assunto in passato dai vari governi che, proprio a Mesagne, avevano voluto rafforzare un presidio di legalità in un territorio dove forte si sentiva la presenza della ‘sacra corona’. “La speranza – aggiunge il primo cittadino – è che alla cancellazione del tribunale corrisponda un rafforzamento delle forze dell’ordine, con l’arrivo di nuovi uomini e nuovi mezzi. E sulle spese di mantenimento, il Sindaco taglia corto. “Toccano al Ministero. Non è neppure una faccenda che possiamo prendere in considerazione”.

Per il Sindaco di Fasano Lello di Bari, il taglio della sede era una morte annunciata. “Ce lo aspettavamo – ammette il primo cittadino – ma pur comprendendono le motivazioni di carattere finanziario, continueremo a batterci perchè il tribunale venga mantenuto. I ‘cittadini della selva’ – conclude – non possono perdere questo importante servizio”.

La speranza di tutti è ad ogni modo quella che il futuro Governo, non tecnico, possa fare marcia indietro. Con le promesse da campagna elettorale che, chissà, potrebbero riguardare anche la bistratttata  giustizia.