Gasdotto Tap, arriva la benedizione del Governo

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SAN FOCA (LE) – Il Governo difende a spada tratta il gasdotto Tap, con un deciso cambio di rotta rispetto al favore con cui è stato a lungo guardato il progetto concorrente e alternativo, il Poseidon. E questo sebbene appena un mese fa, a Bari, i vertici di Itgi Poseidon abbiano annunciato l’avvio dei lavori entro il 2014 del gasdotto che dovrebbe trasportare il gas azero attraverso la Grecia fino a Otranto.

La sterzata arriva dal Ministro degli Esteri, Giulio Terzi,  nel corso di una conferenza stampa congiunta con il collega greco Dimitri Avramopoulos. È in quell’occasione, la scorsa settimana, che il titolare della Farnesina ha affermato che il Trans Adriatic Pipeline sarà ”una priorità che includerà anche l’Albania come potenziale partner di questa operazione nelle prossime settimane” nel trilaterale Italia, Grecia ed Albania. Ci sono ”eccellenti rapporti bilaterali” tra Roma e Atene sul versante ”economico e dell’energia, già con l’Eni – ha detto Terzi – siamo due paesi uniti in un partenariato strategico ed è pertanto naturale l’approfondimento delle opportunità che offre un’infrastruttura di particolare rilevanza come il gasdotto Tap”.

Tap, a differenza di Poseidon, non è partecipato dalla società di stato ellenica, la Depa, ma attraversa la Grecia sul versante nord-est, per collegarsi al ‘paese delle aquile’. L’intesa sembra essere già nelle cose. Anzi, è già stata messa nero su bianco dal Sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti e dal suo omologo greco Makis Papageorgiou. Il Ministro Terzi si è limitato a renderla di pubblico dominio.

Non è un caso, d’altronde, la coincidenza temporale. La decisione è stata comunicata all’indomani dell’accordo tra Tap e i gestori del più grande giacimento di oro azzurro scoperto negli ultimi anni, sul Mar Caspio, quello di Shah Deniz, gestito dal consorzio formato da BP, dalla compagnia azera di stato Socar e Total.

Accordo che prevede il finanziamento per lavori in diverse aree da cui passerà la condotta che approderà di fronte la scogliera di San Basilio a Melendugno e che dà in cambio agli azionisti di Shah Deniz quote fino al 50% del patrimonio netto di Tap. Insomma, i giganti del gas e del petrolio proseguono la loro architettura di accordi sulla testa del Salento, che, invece, da parte sua continua a raccogliere firme per esprimere il proprio dissenso. Che anche Roma, per il momento, continua a ignorare e scavalcare a piè pari.

Commenti

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