Dalla ‘scu’ ai senzatetto… a passo di lumaca

masseria ghermi

LECCE – Un anno e tre mesi per bandire l’appalto della ristrutturazione. E la storia infinita della rinascita di ‘Masseria Ghermi’ da covo della ‘sacra corona unita’ a bene di utilità sociale, si arricchisce di un altro capitolo di ritardi e lentezze.

È stato bandito, infatti, alla vigilia di Ferragosto l’appalto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di recupero per un importo a base d’asta di un milione 537mila euro e rotti. È il passo successivo rispetto all’avvenuto finanziamento da parte del ‘Pon sicurezza’, comunicato – pensate – il 22 maggio 2011. Da allora sono passati un anno e tre mesi, che d’altronde non vanno che ad aggiungersi a quella che sembra la maratona infinita del recupero di ‘Masseria Ghermi’.

Masseria che di tale ha solo il nome: si tratta in realtà di ruderi risalenti agli anni ’80 che si affacciano su tre enormi spiazzali di cemento. Qui faceva i suoi affari, collegati all’edilizia e al movimento terra, Angelo Vincenti, il boss della ‘scu’ di Surbo che viene ritenuto il mandante della bomba andata a vuoto al rapido Lecce-Zurigo del 5 gennaio 1992.

Dopo le condanne, la Masseria venne confiscata al clan e consegnata al Comune di Lecce alla fine del 1998. Passeranno 8 anni prima che si arrivi ad un progetto di riutilizzo: un campo rom per sostituire ‘Masseria Panareo’. Ma l’opposizione della comunità di Surbo e il rischio di un vero e proprio scontro sociale fece sfumare il progetto e perdere il finanziamento. Era l’estate del 2006.

Ricomincia il gioco dell’oca dei progetti e il 25 maggio 2009 l’Amministrazione Perrone candida ‘Masseria Ghermi’ al finanziamento del ‘Pon’ con il progetto ‘Koinè’, un centro alloggio per senzatetto con 30 posti letto disponibili. Progetto ora finanziato. Passano due altri anni e arriva dal Ministero dell’Interno la comunicazione dell’avvenuto finanziamento, in data 22 maggio 2011: 2 milioni e 100mila euro per trasformare il covo della ‘scu’ di Surbo in quel dormitorio per senzatetto che manca al capoluogo barocco, tanto che nel rigore dell’ultimo inverno si dovette approntare in tutta fretta un rifugio nell’ostello di San Cataldo.

Ora, a distanza di un anno e tre mesi dall’annuncio di finanziamento, arriva il bando di gara per la ristrutturazione. Il termine per le offerte è largo: le buste vanno presentate il 1° ottobre prossimo, tra due mesi e mezzo. E altro tempo passa per la rinascita del bene strappato al clan della ‘scu’ di Surbo e non ancora restituito alla collettività.