Palazzi al contrattacco: nel mirino anche il Lecce, Semeraro e Vives

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LECCE – Stefano Palazzi al contrattacco. Il Procuratore federale ha impugnato le decisioni della Commissione Disciplinare che ha prosciolto l’ex giocatore giallorosso Vives e non ha accolto la richiesta di 6 punti di penalizzazione.

Palazzi non ci sta. Non ha accettato le decisioni della Commissione disciplinare. Per il Procuratore federale Bari-Lecce del maggio2011 è andato in un certo modo, è stato truccato ed è coinvolto anche l’ex centrocampista del Lecce Giuseppe Vives.

C’è da dire che quello di Palazzi è stata una mossa scontata. Così il Procuratore federale ha presentato il suo ricorso che sarà discusso dinanzi alla Corte di giustizia federale. Il castello accusatorio di Palazzi ha visto scricchiolare alcune delle colonne portanti dell’accusa formulata dal Procuratore federale.

E’ caduta l’accusa contro Vives che non avrebbe ricevuto la pacca sulla spalla da parte di Masiello in segno di accordo per la combine. E poi ancora: le prove che dovevano essere schiaccianti sono state derubricate come “indizi gravi e concordanti”, con i 6 punti di penalizzazione depennati. Non si parla più di combine, ma di un “tentativo di alterare la gara”. Insomma, l’impianto accusatorio di Palazzi rischia un serio cortocircuito. Ecco perché è stato attivato il ricorso che si scontrerà con quello già elaborato dal pool difensivo della società leccese e dell’ex Presidente giallorosso Pierandrea Semeraro.

Si punta a ribaltare la sentenza di primo grado, a ridare al Lecce la serie B, ad incenerire mesi di lavoro da parte degli inquirenti baresi che avevano trasferito a Palazzi elementi interessanti per condannare il Lecce alla retrocessione d’ufficio e il suo ex Prersidente Pierandrea Semeraro, squalificato per 5 anni ma per il quale era stata chiesta la radiazione. Il lavoro investigativo ha portato Palazzi a giudicare “gravi e concordanti”  i movimenti bancari e i tabulati telefonici relativi alle conversazioni di Semeraro con Quarta, considerato l’intermediario di Semeraro e di quest’ultimo con Masiello e i suoi complici.

La difesa del Lecce punterà sull’inattendibilità di Masiello, i cui interrogatori in merito a Vives sarebbero risultati contraddittori. Il mancato segnale (confermato da Vives a Semeraro nei mesi successivi) avrebbe portato Quarta a non pagare l’intera somma spettante a Masiello e soci. Insomma, sarà un appello di fuoco.