Ilva, tornano i blocchi sulla statale

sciopero operai ilva

TARANTO – Riprendono in città, anche se in  misura più contenuta, i blocchi e i presìdi dei lavoratori Ilva di Taranto. I sindacati  hanno proclamato uno sciopero di due ore con assemblea, dalle 10 alle 12 ogni giorno fino a giovedì con una tregua solo a Ferragosto. Per il momento lo sciopero è limitato ai reparti delle officine elettriche  e meccaniche, circa 600 lavoratori  hanno  occupano la statale 7 Appia che costeggia proprio il centro direzionale del siderurgico e che conduce al centro di Taranto. Il traffico, per tutto il tempo della protesta, è rimasto  bloccato. All’iniziativa, indetta da Fim e Uilm, non aderisce la Fiom.

Comincia  un’altra settimana di incontri  sulla questione dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, dopo che il Gip del Tribunale jonico Patrizia Todisco, ha escluso il Presidente dell’Ilva Bruno Ferrante tra i custodi giudiziali nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul presunto inquinamento ambientale.

Aassemblee in fabbrica e incontro con il Presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante: sono le iniziative del sindacato previste  nelle prossime ore nella nuova e difficile settimana del siderurgico Taranto. I sindacati e i lavoratori temono che, all’indomani del provvedimento del Gip che ha introdotto una nuova stretta, possano essere attivate ulteriori procedure sugli impianti finalizzate alla loro fermata produttiva. Il timore di sindacati e lavoratori nasce da quanto si è già verificato dopo l’ordinanza del Gip dello scorso 25 luglio.

Pochi giorni dopo la formale notifica, i carabinieri del Noe apposero i sigilli agli impianti delle 6 aree sotto sequestro. Si trattò, come peraltro specificato dalla stessa Procura, di sigilli ‘virtuali’, segnando comunque un avanzamento della situazione rispetto alla notifica. Adesso, dopo il nuovo provvedimento del Gip con il quale ribadisce che all’Ilva non è concessa la facoltà d’uso degli impianti a fini produttivi, i sindacati temono che possano determinarsi ulteriori inasprimenti. Questa preoccupazione ha determinato una nuova fase di mobilitazione dopo gli scioperi e le manifestazioni tra fine luglio e inizio di agosto.

Nell’incontro con Ferrante, che non è più tra i custodi giudiziali su disposizione dello stesso Gip, i sindacati chiederanno cosa l’azienda ha intenzione di fare e come, soprattutto, intende muoversi anche se sino a questo momento, visto anche che la situazione è in divenire, l’Ilva ha escluso ricorsi a cassa integrazione o a mobilità.