Emergenza rifiuti, un passo avanti e due indietro

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LECCE – Una notizia buona e due cattive sul fronte rifiuti. La notizia buona è che partono gran parte degli ecocentri dell’Ato Lecce 2 – l’ambito al centro della provincia di Lecce sempre nell’occhio del ciclone dell’emergenza rifiuti. Poi c’è la cattiva notizia: non cessa l’emergenza finanziaria dei Comuni morosi, che mette a rischio gli stipendi degli operai della ‘Cogeam’ di Poggiardo.

E la seconda cattiva notizia sono i lavori della discarica di Corigliano ripartiti proprio nelle scorse ore: si lavora alla discarica che nasce sul bacino acquifero che alimenta i rubinetti salentini, mentre il compostaggio dorme un sonno profondo. Andiamo con ordine: sono 26 i nuovi ecocentri a servizio dei 46 Comuni dell’Ato Lecce 2: 12 già funzionanti, 14 che verranno aperti nei prossimi giorni o nei prossimi mesi.

Si tratta di isole ecologiche dove conferire i cosiddetti ‘ingombranti’, cioè le lavatrici, i materassi o i copertoni che troppo spesso formano vere e proprie minidiscariche nelle campagne. Ma se il Commissario della disciolta Ato Lecce 2, Silvano Macculi, può vantare questo risultato, le dolenti note arrivano però quando fioccano le domande sull’emergenza finanziaria: 16 milioni di euro è il debito che i Comuni morosi hanno accumulato nei confronti delle ditte di trasporto e di smaltimento rifiuti in tutta l’Ato Lecce 2. Un’emergenza finanziaria che ptorebbe trasformarsi presto in emergenza reale con i rifiuti per strada se gli operai della ‘Cogeam’ di Poggiardo decidessero di passare dalle parole ai fatti e di incrociare le braccia.

Solo i primi 6 Comuni morosi, insieme, fanno 6 milioni di debito: Galatina un milione e mezzo, Cursi poco più di un milione, Castrignano dei Greci un milione, Otranto 950mila euro, Scorrano 800mila euro, Supersano 700mila euro. Fondi che potrebbero servire a pagare gli stipendi degli operai che hanno ricevuto sollievo solo recentemente, con il decreto del Commissario Nichi Vendola che da una parte assegna 4 milioni all’Ato Lecce 2, dall’altro fa ripartire i lavori nella discarica di Corigliano. Una coincidenza che non è piaciuta, ad esempio, al Sindaco di quella città.

Il paradosso vero non è che ripartano i lavori per la discarica, per quanto mai scelta fu più infelice della terra di Corigliano, sotto la quale c’è il bacino acquifero dal quale l’Aqp attinge l’acqua che sgorga dai rubinetti dei salentini. La singolarità è che, mentre tutti parlano di ‘strategia rifiuti zero’ e mentre gran parte dei Comuni effettuano la raccolta differenziata, la maggior parte di quella raccolta – la parte umida – in realtà va in discarica, perchè non esistono impianti di compostaggio.

 Paradossi all’italiana, di una strategia pubblica sui rifiuti evidentemente carente, se è vero che l’impianto di compostaggio privato di Calimera entrerà in funzione ai primi del 2013, mentre da Ugento a Lecce altri imprenditori scalpitano e approntano progetti per gettarsi nel compostaggio, che sarà sempre di più il nuovo grande eco-affare dei prossimi anni.