Shock al ‘Fazzi’: è morto l’uomo che si è dato fuoco nel parcheggio

vito fazzi

LECCE – Non ce l’ha fatta Enrico Cosimo Severino, l’uomo che ieri notte si è dato fuoco nel parcheggio dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce. E’ stato uno shock per tutti. Poco prima delle 3.00 di notte una torcia umana si dimenava nel parcheggio dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce. Se ne sono accorti in  tanti, ognuno assistendo alla terribile scena dalle finestre dei vari piani del nosocomio. E tutti hanno dato l’allarme ai colleghi del pronto soccorso. Gli infermieri lo hanno raggiunto ed hanno spento il fuoco usando delle lenzuola. Poi lo hanno portato dentro, accorgendosi però immediatamente della gravità estrema dell’ustione su tutto il corpo dell’uomo.Trasportato da un’ambulanza a sirene spiegate nel reparto ‘Grandi ustionati’ dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi, è stato poi ricoverato in rianimazione ed era gravissimo.

Severino aveva 61 anni, originario di Copertino, ma residente a Lequile pare fosse in cura presso il centro di igiene mentale.

E proprio le sue condizioni lo avrebbero portato a compiere il folle gesto. Dalla ricostruzione delle varie fasi della vicenda effettuata dai carabinieri di Lecce che sono intervenuti sul posto, Severino avrebbe fatto ingresso in ospedale intorno poco dopo le 2.00 con la sua auto, una Citroen c3 di colore scuro, dicendo al vigilante in guardiola di doversi recare al pronto soccorso. Una volta raggiunto lo spiazzo antistante il pronto soccorso, poi, si sarebbe cosparso di benzina e si sarebbe dato fuoco. Benzina è stata trovata tutto intorno, si è bruciata anche un’aiuola – probabilmente mentre l’uomo si rotolava per terra avvolto dal fuoco – e, altro fatto su cui stanno indagando i carabinieri, sul sedile del passeggero della sua auto è stata trovata una rudimentale molotov, confezionata con una miccia collegata ad una bottiglia di whisky.

Per i militari si è sicuramente trattato di un gesto dimostrativo con il quale Severino ha voluto manifestare il proprio estremo disagio. Certo resta da capire cosa volesse fare con la bottiglia incendiaria e, a questo punto, se davvero volesse darsi fuoco o se volesse appiccarlo in ospedale e poi qualcosa sia andato storto. È stato lui stesso a fornire le proprie generalità, era ancora cosciente quando è stato soccorso. Ma le ustioni sul 100% del corpo non gli hanno lasciato scampo. È spirato nel pomeriggio di ieri.