Maggioranza Perrone, prima la quiete e poi di nuovo la tempesta

Palazzo Carafa

LECCE – La tempesta, la quiete e poi ancora la tempesta. In Consiglio la maggioranza sembra non trovare pace. Nelle ultime 24 ore si è passati dagli scossoni all’interno del governo Perrone, con i 4 malpancisti che hanno manifestato il proprio malessere disertando lo scorso Consiglio comunale sul risanamento della ‘Lupiae’, delibera sulla quale si è astenuto il Presidente del Consiglio Alfredo Pagliaro. Dopo il vertice di maggioranza, alla vigilia dell’appuntamento con il bilancio, sembrava esser tornata la pax con i dovuti chiarimenti dell’esponente del Movimento Regione Salento, sostenuto dal Coordinamento cittadino che, per bocca di Massimo Peschiulli, appoggia la scelta di Pagliaro: “Bene ha fatto a valorizzare il suo ruolo Istituzionale Super Partes alla guida dell’Assise Comunale evidenziando una correttezza rara in questa fase politica”, scrive rimarcando che “Il Coordinamento Cittadino del Movimento Regione Salento si sente parte integrante di questa maggioranza”.

E se i 4 Consiglieri del Pdl, Signore, Martella, Inguscio e Brandi si allineano al governo plaudendo al lavoro di Monosi sul bilancio. Il blitz dello stesso, tramite il collega Lamosa, fa riaccendere il malessere in maggioranza, tanto che è stato necessario un ulteriore chiarimento post Consiglio comunale. Monosi ha fatto approdare in Consiglio, servendosi dell’aiuto di Lamosa, un emendamento con il quale si finanziano interventi per oltre un milione di euro presso il Mercato ‘Settelaquare’, 80mila euro per lavori di ristrutturazione all’Arco di Prato, altri 80mila da destinare alla Darsena di San Cataldo e un milione di euro circa per l’installazione di impianti fotovoltaici su tetti di proprietà comunale.

Un emendamento che, come dicevamo, ha suscitato l’ira pubblica del gruppo di Io sud, la richiesta di chiarimento invece da parte dei colleghi del Pdl, a latere. Un atto votato, ma sul quale l’Assessore avrebbe promesso di congelare fino a quando non sarà fatta sintesi. Si torna, dunque, in alto mare a Palazzo Carafa. In assise approda anche il bilancio, votato a maggioranza, contestato dalle opposizioni, in particolare dal Consigliere Carlo Salvemini che ha sottolineato come così facendo si scarichino responsabilità del passato sulle spalle dei cittadini aumentando la leva fiscale. Abbiamo di fatto raggiunto il limite, ha detto, della nostra capacità di indebitamento e non è possibile accendere mutui per il prossimo triennio per finanziare opere pubbliche. E ancora di come si siano affidate capacità di spesa ad entrate aleatorie come recupero somme derivanti evasione Ici e Tarsu e incassi dalla vendita di immobili.

Di contro le opposizioni hanno proposto l’istituzione di una Commissione politico-amministrativa che tagli gli sprechi, in periodo di magra caratterizzato da minori trasferimenti del governo centrale. Il Sindaco ha controproposto il voto sul bilancio in cambio dell’istituzione della Commissione. Proposta rilevatasi inammissibile per le opposizioni che hanno visto naufragare la Commissione anti-spreco.