Si cercano i complici del bancarottiere fuggito ai Caraibi

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LECCE – Si allargano le indagini sulla vicenda relativa all’imprenditore copertinese scomparso dopo il ‘bidone’ da oltre un milione e mezzo di euro. Perquisizioni sono state effettuate nei giorni scorsi presso studi e abitazioni di altri soggetti del posto. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Lecce, al comando del Tenente Colonnello Vito Pulieri, sono alla ricerca dei presunti complici di Raffaele Giuseppe Mario D’Oria, l’imprenditore 41enne ricercato oramai da una settimana. Della sua società fallita, la ‘Burò Ufficio srl’, è rimasto solo un immobile, che tra l’altro non si sta riuscendo neppure a vendere, per cercare di andare incontro alle esigenze di qualcuno delle decine di creditori rimasti a bocca asciutta.

Bancarotta fraudolenta, l’accusa ipotizzata dal Sostituto procuratore Giovanni De Palma nei confronti dell’indagato che avrebbe acquistato con assegni scoperti un numero spropositato di beni di ogni tipo, per un valore di oltre un milione e mezzo di euro, per poi fuggire via, pare ai Caraibi. Di quegli acquisti, effettuati tra l’agosto e il settembre del 2010, non c’è traccia negli inventari. Le scritture contabili della società sono sparite insieme a lui. Ora i militari del nucleo, alla guida del Maggiore Giuseppe Maniglio stanno cercando di individuare i complici, i ricettatori compiacenti che avrebbero smistato tutta quella merce sul mercato. Le indagini sono in corso.