Ilva,Clini alla Camera: “Al lavoro per far rispettare le leggi”

ministro clini

TARANTO – “Nulla da dire sulla iniziativa della Magistratura. Ora si lavori  per rafforzare la capacità delle amministrazioni pubbliche e la responsabilità  delle imprese a rispettare le leggi”. Così  il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini riferendo alla Camera sulla situazione Ilva di Taranto.

Clini ha anche osservato che l’Ilva ha “una importanza strategica” e non solo per Taranto e rappresenta il 75% del Pil. “Siamo in presenza di procedure molto lunghe”. Così il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini riferendo alla Camera sulla situazione Ilva di Taranto che si e’ impegnato a ‘semplificarle’. “L’autorizzazione integrata ambientale – ha sottolineato il Ministro – è iniziata nel 2007 ed è finita nel 2012. Troppo lunga rispetto agli altri Paesi europei”, rischia quindi “di essere fuori fase rispetto agli investimenti nelle tecnologie”.

Per il Ministro in pratica il rischio è di “individuare all’inizio della procedura, tecnologie che alla fine sono superate”. Occorre, quindi, “semplificare questa procedura ed entrare direttamente nel merito” individuando secondo la direttiva comunitaria “le misure tecnologiche migliori e a costo minore”. “L’ impegno – ha detto Clini – è cercare di verificare con la Regione,  il Ministero dello Sviluppo economico, la strada per semplificare questa procedura”. “La situazione dell’Ilva ha evidenti impatti ambientali e probabili impatti sulla salute che vanno però messi in relazione alle normative del tempo”. Così’ il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini alla Camera riferendo sullo stabilimento siderurgico “più grande d’Europa e tra i più grandi del mondo”.

Il Ministro ha sottolineato che lo stabilimento “è stato progressivamente autorizzato secondo le leggi vigenti, per cui una parte delle problematiche rilevate dalle indagini epidemiologiche danno conto di uno stato della salute della popolazione con evidenti eccessi di mortalità che fanno riferimento a contaminazioni derivanti da impianti che a quel tempo erano nel rispetto delle leggi”. E Clini fa l’esempio dei motori diesel, “vent’anni fa avevano emissioni superiori del 98% rispetto a oggi che si hanno nuovi motori e tecnologie”. Quei motori nonostante siano stati “concausa di malattie dovute all’inquinamento ambientale, rispettavano gli standard dell’epoca”.
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