Inferno di fiamme a due passi dal mare, a fuoco storico ristorante di S.Giovanni.

incendio torre san giovanni

TORRE S.GIOVANNI (LE) – In fumo, nel giro di pochi minuti, uno dei ristoranti storici di Torre S.Giovanni marina di Ugento: la ‘Trattoria da Otello’ sul lungomare della marina, a pochi passi dal mare: uno spettacolo devastante, di cenere, macerie e detriti, con la struttura completamente liquefatta dalle fiamme che intorno alle 10 del mattino, quando la trattoria e il supermercato attiguo erano in piena attività, si sono sprigionate dallo spiedo dei polli. Una fiammata improvvisa, forse un cortocircuito ed è stato l’ inferno.

Nonostante i tentativi, nessuno è riuscito ad avere ragione delle fiamme. Nella struttura c’erano diversi impiegati: il salumiere che è rimasto leggermente intossicato, una cassiera, gli addetti ai reparti e numerosi clienti. Sono riusciti a salvarsi attraverso una scala che conduce sul terrazzo, mentre intorno a loro le fiamme divampavano distruggendo tutto, arredi, tettoie, tavolini, scaffali e tutta la merce.

Il proprietario, Tullio Casto di Felline, ha assistito impotente alla devastazione del frutto del lavoro di una vita. Alla trattoria aveva dato anche il nome del padre, Otello. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco che sono riusciti a portar fuori e a mettere in sicurezza le tante bombole di gpl, mentre dall’interno già arrivava il rumore di qualche esplosione. Sul posto sono arrivate ben 5 squadre e dopo diverse ore la struttura fumava ancora. Il fumo nero ha avvolto come una cappa tutta la marina. Si è temuto il peggio per le bancarelle sul lungo mare e per le abitazioni vicine, ma fortunatamente le fiamme sono rimaste circoscritte. Le ambulanze del 118 hanno soccorso sul posto qualche dipendente rimasto lievemente intossicato, ma non ci sono stati feriti.

Tutta la zona è stata messa in sicurezza ed ora toccherà ai carabinieri della stazione di Ugento, condurre le indagini. Al titolare, invece, toccherà la conta dei danni che sembrano ingenti. A questi si aggiunge il blocco dell’ attività in piena estate, nei pochi mesi in cui la marina è popolata di vacanzieri e turisti.

di Mariella Costantini