Parenti serpenti? No, assunti

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LECCE – Sulla parentopoli a Palazzo Carafa, dopo la pubblicazione della graduatoria per il posto di istruttore amministrativo-contabile, arriva l’alt della maggioranza.

“E’ una polemica vergognosamente strumentale”, ribatte l’Assessore al personale Attilio Monosi che non le manda a dire al Pd, partito che ha sollevato la questione, prima con il Capogruppo Paolo Foresio e poi con Loredana Capone.

Tra i primi 50 nomi in cima all’elenco relativo al concorso indetto nel 2009 dal Comune di Lecce, effettivamente, ce ne sono non pochi più o meno immediatamente ricollegabili ad amministratori, dirigenti e funzionari che da tempo e assiduamente frequentano Palazzo di città. “Sono legittimati a presentarsi ai concorsi e saranno certamente tutti bravi, ma opportunità politica avrebbe dovuto consigliare maggiore prudenza nel far partecipare i propri parenti e affini”, ha rimarcato Foresio. A lui fa eco la Capone : “Deve essere certamente così – incalza – parenti e amici degli amministratori maturano per induzione una preparazione che consente loro di sbaragliare la concorrenza nei concorsi indetti dal Comune di Lecce. Poco più di 400 persone erano state ammesse a sostenere gli orali: è mai possibile che tra i primi 50 si collochino in così gran numero i congiunti degli amministratori? E i tanti, preparati e competenti, ma sprovvisti dell’illustre legame di parentela, come sono stati valutati? Era forse previsto che il cognome fosse riconosciuto quale titolo per far lievitare il punteggio? Oppure è soltanto una coincidenza?”.

Infine, la stoccata a Perrone:  “Nei mesi scorsi il Sindaco aveva gridato allo scandalo per la presunta parentopoli in altri enti, tra cui la Provincia: è mai possibile che non susciti in lui alcun sospetto la lettura di quei nomi apparsi in cima a questa graduatoria?”.

A risponderle, però, non è il primo cittadino, ma l’Assessore al ramo.“ Il centrosinistra ha la memoria corta  e   cade in questi lapsus – dice Attilio Monosi – . Quando Loredana Capone  era vice Presidente a Palazzo dei Celestini, i concorsi vinti da parenti di soggetti di spicco del centrosinistra erano lì. Tutte queste polemiche non fanno bene all’opinione pubblica, perchè sono infondate”.

Il concorso è stato indetto per 6 posti. “E su quelli – rimarca  Monosi – non c’è l’ombra di un parente e irregolarità. Al massimo è omonimia”. Proprio qualche giorno fa è stato approvato in giunta il documento del fabbisogno occupazionale triennale e pesa l’ascia del Decreto Monti che impone un tetto di spesa per i nuovi assunti del 40% rispetto a quelli andati in pensione, per cui per il momento di quei sei, soltanto i primi due saranno assunti entro l’anno. “Non c’è possiblità di allargamento ad altri posti – rimarca ancora Monosi – e sia chiaro che a queste condizioni, anche quando esauriremo i primi sei e tra tre anni vorremo eventualmente assumerne altri, quella graduatoria sarà scaduta e il concorso va rifatto”.