Chiusura Ilva, tremano 3.000 brindisini

industria brindisi

BRINDISI – Effetto domino sull’economia ed il lavoro anche a Brindisi. La chiusura di alcuni impianti del siderurgico più grande d’Europa non lascia dormire sonni tranquilli non solo a Taranto, ma anche nella provincia messapica. E’ forte la preoccupazione dei Segretari di Cgil, Cisl e Uil sulle ripercussioni anche a livello locale per i circa 3.000 pendolari brindisini occupati direttamente o nell’indotto dell’acciaieria che potrebbero di colpo perdere l’occupazione. Il Segretario generale della Uil Antonio Licchello, oltre ad esprimere solidarietà nei confronti di tutti i dipendenti ha già contattato i suoi omologhi tarantini per rendere nota la vicinanza ai propri colleghi e il proprio coinvolgimento diretto nella vertenza accanto ai lavoratori.

Il Segretario generale della Cisl Corrado De Pascalis, snocciola i numeri. “Sono circa 3.000 i lavoratori brindisini coinvolti nella vicenda, un dramma per l’economia di due territori. Sulla questione dell’Ilva – dice il numero uno della Cisl – ci sono stati molti errori” ed auspica una soluzione modello Brindisi per quanto riguarda il recente sequestro delle torce del petrolchimico da parte della magistratura per salvare la situazione”.

Parla di punto di non ritorno la Segretaria della Cgil Michela Almiento: “Forse si è atteso troppo ad affrontare i problemi. La questione è sempre, si divide sempre nella drammatica scelta se sul morire di fame o morire di lavoro”.

Tutti i sindacati guardano con apprensione l’evolversi della vicenda e non faranno mancare le loro energie per venire a capo di una difficile e drammatica vicenda.

di Antonio Portolano