Annegamenti e 118, ora è bufera politica

pronto soccorso

LECCE – Una tempesta politica in riva al mare killer degli ultimi giorni nel Salento. Perchè i decessi in spiaggia sono fioccati negli ultimi giorni con una cadenza impressionante, 6 solo negli ultimi otto giorni. E dopo le parole di Maurizio Scardia responsabile del 118 per l’Asl di Lecce, che difende l’operato della sua struttura e dei suoi operatori e punta il dito sui lidi balneari e sull’addestramento dei bagnini, monta la polemica, anche politica.

Il centrodestra regionale, con una nota firmata da Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e mario Vadrucci lancia l’allarme. “Il 118 è un servizio salvavita, ma per le carenze di organico, i disservizi e l’uso distorto che spesso ne viene fatto, nel Salento rischia di non svolgere più questo compito – scrivono i Consiglieri regionali – il governo regionale deve intervenire immediatamente sul Direttore generale della Asl affinchè non si ripetano mai più casi in cui il 118 arriva quando i pazienti sono già morti”.

Durissimi, Palese e gli altri colleghi del centrodestra in  via Capruzzi sottolineano che le denunce dei medici del 118 salentino sono inquietanti quando dicono che spesso quando arrivano sul posto di una chiamata trovano i pazienti già morti. Sul fronte della inappropriatezza delle richieste e delle chiamate c’è poco da fare, se non magari una campagna informativa della Asl – proseguono i Consiglieri – ma sul fronte dell’equipaggiamento indispensabile che per legge devono avere le ambulanze e sul fronte delle carenze di personale, spetta alla Asl vigilare ed intervenire”.

E intanto a difendersi dalle responsabilità additate da Scardia sono anche i gestori dei lidi balneari: “I nostri bagnini – dice in sostanza Assobalneari Salento – sono formati e addestrati e spesso costituiscono il miglior presìdio a tutela dei bagnanti”.

 Un ragionamento valido anche per l’annegamento di sabato pomeriggio, quando Giulia Colucci, nemmeno 16 anni, è annegata in riva al mare di Torre Chianca, proprio davanti allo stabilimento la ‘Cambusa’, sul quale però Mauro Della Valle è pronto a mettere le mani sul fuoco. Tra polemica politica e fuoco incrociato di responsabilità, il dibattito sugli annegamenti nel Salento continua. Con l’ovvia speranza che non ci siano più altri episodi ad alimentare lo scontro.