Spari dopo rissa in discoteca. Fermati 2 giovani per tentato omicidio

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PALAGIANELLO – Prima hanno litigato in discoteca, dove si sono anche picchiati. Dopo, a colazione, sono volati  pure gli spari. Due gruppi di giovani si sono inseguiti e incontrati piu volte nella notte tra giovedi e venerdi scorsi finchè, due di loro, non hanno deciso di fare i conti una volta per tutte, premendo il grilletto almeno due volte.
Massimiliano Rizzi, detto “Massimino“,  26anni e  Aldo Coschiera alias “Aldino”, 28enne, entrambi di Gioia Del Colle, dovranno rispondere di tentato omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco. sottoposti a fermo di polizia giudiziaria su richiesta del pm Perrone, i due sono noti alle forze dell’ordine: hanno precedenti per droga e reati contro la persona. Secondo gli investigatori sono loro i responsabili della sparatoria alla stazione di servizio Eni, sulla ss 100, all’altezza di San Basilio a Mottola, alle 5 del mattino di venerdi. Coinvolti due gruppi di giovani. Da una parte loro, Rizzi e Coschiera. Dall’altra le vittime, Claudio Carpignano e suo fratello Gianluca e la loro   comitiva, composta da fratelli e cugini, tra cui Antonio Laera. Tutti incensurati, di Palagianello. Si sono fermati al bar della stazione di servizio per fare colazione, dopo una serata in discoteca, alla Heineken tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti. Pensavano che quella notte, già macchiata dal sangue per una tremenda rissa nel locale, fosse finalmente finita. Ma così non è stato. Nell’area di servizio è arrivata un’Audi A3 con a bordo i due giovani di gioia, con tanto di pistola alla mano e ormai in preda all’ira per l’accaduto. In discoteca,  Antonio Laera, cugino delle vittime, non volendo fa cadere a terra, con una spinta, una ragazza del gruppo dei baresi. Da qui  inizia la discussione, scemata quasi subito. Ma poi la scintilla si riaccende e si  finisce alle mani. Ad avere la peggio i ragazzi di Palagianello. Laera rimedia anche una frattura al setto nasale. La rissa continua fuori dalla discoteca, dove sembra spegnersi nuovamente. Ma ancora una volta gli animi restano caldi. Avvengono  vari incontri tra i due gruppi. Una notte lunga e pericolosa. Rizzi e Coschiera recuperano l’auto del datore di lavoro di “Massimino” e una pistola, poi trovata dai carabinieri nel giardino dell’abitazione del 24enne. Una Revolver con matricola abrasa e con 2 colpi in canna. L’ altra comitiva, nel frattempo, ha raggruppatto amici e parenti, organizzando quasi una spedizione punitiva. La sfida è stata lanciata durante l’ultimo incontro-scontro tra i due gruppi. “Non sapete contro chi vi state mettendo – ha detto qualcuno dalla parte di Rizzi – chiedete a Gioia chi è Massimino!”. Una minaccia che non ha intimorito una ragazza dell’altra fazione che, di tutta risposta, sperando di incutere timore, ha detto: “Voi non sapete con chi avete a che fare”. Da qui il caos, fino alla sparatoria alla stazione di servizio. Questi i fatti ricostruiti dai carabinieri della Compagnia di Massafra, del Nucleo Investigativo di Taranto e della stazione di Gioia del Colle. Al vaglio degli investigatori l’arma, invitata ai Ris per gli esami balistici. E l’auto, sequestrata. Diverse le macchie di sangue sugli sportelli e su una t-shirt trovata sui sedili. Sono in corso tutte le analisi. Claudio Carpignano è stato sparato all’inguine e alla gamba destra. Gianluca, fratello di Claudio, è stato colpito all’occhio destro con il calcio della pistola. Sono entrambi ricoverati all’ospedale Moscati di Taranto. Ha rischiato anche Antonio Laera, sfiorato da uno sparo diretto al piede. Rizzi e Coschiera si sono prima resi irreperibili alla cattura. Ma ormai, con il fiato sul collo dei carabinieri, hanno deciso di costituirsi alla stazione di gioia del colle.

Alessandra Martellotti