Ospedale della murgia. Lo spreco lungo 22 anni

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22 anni e 110 milioni di euro ancora non bastano per inaugurare la clamorosa incompiuta di una sanità pugliese impegnata a chiudere strutture, reparti, e tagliare posti letto. Al Nuovo Ospedale della Murgia servono altro tempo e altri soldi. Come se tutto ciò che è stato speso fino ad oggi non bastasse.

La storia di questo Ospedale ve l’abbiamo raccontata in una puntata de L’Indiano, ma val la pena ricordarla brevemente perché oggi più che mai stride violentemente con la mannaia che si è abbattuta sulla sanità pugliese e che ha comportato per i territori enormi sacrifici. Perché mentre nel Salento si chiudono ospedali, si disorientano i pazienti, nella Murgia quella struttura muore nel silenzio di un groviglio burocratico e politico senza fine.

E’ il 1990 quando il Consiglio Regionale decide il primo stanziamento di 8 miliardi di lire per una struttura candidata a servire eccellenza sanitaria. E’ il 96 e servono altri 30 miliardi. Nel 97 viene bandito il primo lotto; passano ben 7 anni prima che venga ultimato. Nel 2004, con la lira in pensione, si stanziano altri 23 milioni di euro. I lavori partono anni e anni dopo e si fermeranno una infinità di volte. Nel 2008 viene bandito il terzo lotto, arrivano altri 21 milioni. Nel 2010 la Giunta deve correre ai ripari e ricavare ulteriori 10 milioni di euro perché, naturalmente, in 15 anni di infiniti lavori il materiale si è deteriorato. Poteva bastare? Certo che no… perché è di pochi mesi fa una ennesima beffa. La struttura ancora da inaugurare è già vecchia: sono cambiate le norme sismiche, occorre rifare tutto. La conseguenza è stata una nuova emorragia di denaro pubblico: 3 milioni e 500 mila euro per l’adeguamento alle norme sismiche, 5 milioni per quelle anticendio. I lavori si stanno ultimando; ora sarà la volta del bando per le forniture: il costo è di 10 milioni di euro.

In 22 anni sono cambiati 6 presidenti di Regione, la moneta in circolazione, i partiti, ma la storia di questa clamorosa incompiuta no; gli stanziamenti continuano e di inaugurazioni non se ne parla.