Capannone in fiamme, un nuovo incontro per salvare i posti di lavoro

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FRANCAVILLA FONTANA – Si svolgerà la prossima settimana un incontro tra sindacati e istituzioni per valutare il futuro occupazionale dei 70 dipendenti del centro casalinghi di Francavilla, distrutto da un incendio. Mentre l’Arpa rassicura il comune: “nessun inquinamento”.

Un nuovo incontro tra tutte le parti in causa, proprietà compresa, per fermare innanzitutto le procedure di licenziamento già attivate e per poi valutare, nel dettaglio, la situazione occupazionale degli oltre 70 dipendenti dell’azienda. È questa la richiesta espressa in una lettera firmata, in maniera congiunta, dalle segreterie provinciali di Uil, Cgil e Cisl. Indirizzato alla regione puglia, all’assessorato del lavoro della provincia di Brindisi, al comune di Francavilla Fontana e, infine, ai fratelli Vincenzo e Pompeo Di Castri, proprietari dell’azienda Centro casalinghi e del capannone andato distrutto nell’incendio di martedì sera, il documento si prefigge di far sedere istituzioni, sindacati e imprenditori ad un tavolo di confronto che possa far luce sul futuro dei lavoratori del cash & carry. La posizione occupazionale è, al momento, piuttosto incerta. Il primo nodo, riguarda i 22 dipendenti della società esterna di trasporti che svolge l’attività di movimentazione interna delle merci proprio nell’area logistica Centro casalinghi. La Tecno logis ha infatti già attivato la procedura di licenziamento  di tutto l’organico in forza presso il magazzino andato distrutto, “data l’impossibilità – si legge nella comunicazione – della prosecuzione dell’attività aziendale  a causa dell’incendio”.  Una procedura cui i sindacati si sono già opposti, chiedendo di fatto la sospensione del provvedimento in luogo di una contrattazione che permetta ai lavoratori di usufruire degli ammortizzatori sociali più idonei. Per gli altri 50 lavoratori interni, invece, sarà fondamentale comprendere quali sono le reali intenzioni dei fratelli Di Castri. Chi conosce Vincenzo, è sicuro che l’imprenditore non voglia mollare e, anzi, sia pronto a ricostruire dalle ceneri la sua azienda. E mentre proseguono le indagini sulle dinamiche dell’incendio doloso che ha letteralmente incenerito oltre 3000 metri quadri di capannone, le buone nuove arrivano sotto l’aspetto ambientale, con i tecnici dell’Arpa che hanno nuovamente rassicurato tanto il Comune di Francavilla quanto i centri limitrofi circa la presenza di diossina nell’aria eventualmente rilasciata dalla nube di fumo nero sprigionata dal rogo. I valori registrati sono assolutamente nella norma.