Fondi alla cultura, lo strano caso di Carmelo Grassi

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La premessa fondamentale è: tutto è a norma di legge, non ci sono irregolarità da questo versante. Ma il punto è tutto di opportunità. Il titolare di una ditta individuale che opera nel cinema e che riceve finanziamenti dalla Regione è opportuno che ricopra il ruolo di presidente del ‘Teatro Pubblico Pugliese’?

E’ una domanda da porsi. La risposta è affidata alle singole coscienze.

Il nome in questione è quello di Carmelo Grassi, titolare della omonima ditta che opera da tre generazioni nel cinema. E che rientra ciclicamente nel circuito degli ammessi a finanziamento per il ‘Piano spettacolo’ della Regione Puglia. Come è avvenuto anche per quello approvato di recente e datato 2012. A quanto ammonti il finanziamento che sta per ricevere lo si saprà a giorni. Ma Grassi è da tempo anche, come detto, Presidente del ‘Teatro Pubblico Pugliese’ uno dei più grandi circuiti teatrali italiani, con più di 56 soci tra Comuni, Province e la Regione Puglia. Il TPP è braccio operativo della Regione per l’attuazione delle strategie di sviluppo nel settore dello spettacolo dal vivo.

E allora è giusto che si operi nello stesso ambito? Non c’è da porsi una questione di compatibilità morale?

No. Per il diretto interessato no. “Non prendo emolumenti per ricoprire la carica di Presidente”, replica subito Grassi, aggiungendo che di qualcosa deve pur vivere e che quindi la sua attività di imprenditore nel cinema non può certo smetterla. “Una cosa è il cinema – dice ancora Grassi – un’altra il teatro”. Sono due settori diversi: “Il problema si porrebbe se avessi una compagnia teatrale – dice ancora- la mia carica è scelta dalle amministrazioni che rappresento, non stanzio direttamente soldi, quindi, non ci sono incompatibilità”.

Questo per lo meno è ciò che sostiene Grassi. Ognuno poi sarà libero di pensarla come crede.