L’Ugl rompe gli indugi: “Sì alla Regione Salento”

Verardi  Antonio

LECCE – La Regione Salento continua a tener banco e oggi incassa il ‘sì’ convinto di dell’Ugl, primo sindacato che prende posizione sull’argomento schierandosi a favore dell’istituzione di un nuovo ente, mentre il dibattito continua all’interno del Partito democratico.

“Oggi siamo cittadini di serie B e una nuova Regione servirebbe a tutelarci. La Regione Salento – scrive il Segretario provinciale Antonio Verardi – oggi rischia di divenire una priorità, molti scettici che come me sino a ieri, rimanevano su posizioni borderline, alla luce di queste nuove determinazioni governative, che scippano di fatto, la rappresentatività e la peculiarità economica e culturale dei territori,  convengono, sulla necessità di uno strumento amministrativo che tuteli, le Province di Lecce, Brindisi e Taranto. Un accorpamento di questi tre territori con la formula di Provincia unica, sarebbe ingiusto, non equo, non determinante politicamente.

Una Regione di contro – analizza – potrebbe fare propri tanti aspetti per i quali coglierli non vi è bisogno di essere un esperto in economia. Non si tratta di rifiutare il  baricentrismo – precisa – anche perchè non bisogna dividersi da qualcosa, al contrario, bisogna salvaguardare un patrimonio che sino ad oggi l’attuale struttura regionale non è più in grado di rappresentare al meglio”. Poi l’affondo politico di Verardi: “L’ agenda politica in ragione delle alienazioni delle Province, sembra contenere solo la corsa al biglietto per Roma, in pratica lo stesso atteggiamento di chi perde il lavoro e vuole emigrare, solo che in questo caso lo si farebbe a spese nostre e non proprio con una valigia di cartone, non mi sembra il caso. Comunque – conclude – Regione si, Regione no, a giusta ragione o meno, l’importante è continuare a riflettere su questa imminente ulteriore stangata che tra l’altro metterebbe in discussione il buon lavoro svolto dai tre Presidenti di Provincia che hanno messo in campo, in questi anni, svariate strategie di collaborazione”. Dibattito continua anche all’interno del Pd, dove Sergio Ventura si schiera a favore.

Mentre Diego Dantes resta fermo sulle proprie posizioni. Ad oggi il Pd locale, dovrebbe raccogliere una sfida importante di riforma istituzionale, anticipando imposizioni governative. Si dovrebbe fornire culturalmente e politicamente, un progetto di sviluppo territoriale su cui raccogliere il consenso. Insomma, le differenze politiche  e culturali tra i partiti  ed il Movimento Regione Salento, devono essere chiari sin da subito, spingendo verso un dibattito oggettivamente diverso: l’idea di fusione proposta dal Governo nazionale e quella del Movimento Regione Salento hanno radici e direzioni, per fortuna, diverse: al Pd una sfida da vincere. Alla politica, invece, il compito di trovare la sintesi.