Il Regina Pacis diventa il “Grand Hotel Semeraro”

regina pacis

SAN FOCA (LE) – Sarà Grand Hotel fronte mare e sarà nelle mani di uno dei gruppi imprenditoriali più importanti del Salento, gli ex proprietari dell’Unione Sportiva Lecce, i Semeraro. È così che il ‘Regina Pacis’ di San Foca cambia pelle.

Forse non basterà comunque a cancellare il suo passato, quello da colonia per bambini poveri prima, quello da centro di permanenza temporanea, il ‘lager dei migranti’, come era stato definito, poi. Albergo di lusso a 5 stelle, 214 posti letto in 50 camere più residenze turistiche, più piscina che lambisce la recinzione, più seminterrato. È questo che sarà. Il tutto sulle ceneri di quello che per molti è un ecomostro in piena regola e che andrebbe abbattuto per liberare quella parte di spiaggia di Melendugno. Il progetto è stato presentato al Comune il 23 febbraio scorso dalla società immobiliare ‘Le Querce srl’ e i primi incontri tra Rico Semeraro e il Sindaco Marco Potì sono già stati avviati. Al momento, presso la Conservatoria  del Catasto, l’immobile risulta tuttora di proprietà della Diocesi di Lecce, perchè esiste ancora un preliminare di vendita dal valore di circa un milione di euro. Il 25% dell’importo totale andrà al Comune come ristoro per aver rinunciato nel 2010 al vincolo d’uso, visto che nel 1956 diede il terreno in uso alla Parrocchia di Lizzanello per la realizzazione di una colonia, a condizione che  la destinazione non fosse mutata. “Quei 250mila euro – annuncia il Sindaco Potì – saranno impiegati per il rifacimento della piazza di San Foca, lavori che si spera di consegnare entro la prossima estate”. Il restante dell’incasso la Curia lo impiegherà per portare a termine la ristrutturazione della sede della casa rifugio della ‘Caritas’ a Lecce, come dichiarato dal Vescovo D’Ambrosio durante la visita pastorale negli scorsi mesi. Certo, i passaggi burocratici da fare sono molti e molteplici.

Il progetto depositato prevede la demolizione e la ricostruzione dell’immobile sulle stesse volumetrie, ma per il momento è stato sottoposto ad un primo esame da parte della Commissione locale per il paesaggio, che ha stabilito che dovrà essere rimodulato, dando prescrizioni che riguardano le altezze dei fabbricati che devono essere ridotte anche in rapporto agli indici di zona. Problemi si hanno anche relativamente al piano interrato che ora non esiste e che si vorrebbe scavare per servizi e parcheggio. Bisogna verificare infatti la  compatibilità geologica, dato che il sito è letteralmente a pochi passi dalla riva.

Dopo l’estate, la discussione sbarcherà poi in Consiglio comunale per procedere al cambio destinazione, visto che l’area nel Piano regolatore generale approvato nel 1999, è classificata come d8, vale a dire sì per finalità turistico ricettiva ma con scopo sociale, per poter ospitare un ostello della gioventù, che oggi dovrebbe dunque essere trasformato in hotel. “Siamo favorevoli – dice il Sindaco Potì – così almeno avremo una struttura di livello che sarà quasi un tutt’uno con il porto turistico che si allargherà”. Con buona pace di chi pensava che quel mostro di cemento sulla spiaggia dovesse essere decisamente cancellato.